Buone feste
"Fuga in Egitto",
capitello di magister Gislebertus, prima metà del XII s., Autun, cattedrale St-Lazare
sdQ, 30 art
Che sintesi questo capitello…
Grazie per avermelo fatto conoscere, buon Natala EdCap
:si: :si: :si:
Grazie.
Agostino, il tuo commento definisce perfettamente l'arte romanica dei capitelli
Il personaggio sulla destra che si sbilancia fa già prefigurare quello che accadrà (una sintesi che non chiude, ma apre), magari nel capitello a fianco...
Agostino, il personaggio sulla destra è san Giuseppe che conduce l'asino con la Vergine e il bambino. I rami si piegano al loro passaggio per dare nutrimento.
La narrazione continua in altri capitelli ma a salti, quelli tradizionali dell'iconografia del ciclo dell'infanzia di Cristo. Il capitello ha comunque lo spiccato stile narrativo che tu rilevi.
La sintesi è su diversi piani:
dal punto di vista formale/ funzionale, per es., san Giuseppe occupa lo spigolo che nel capitello vegetale è occupato da una foglia
Iconograficamente l'immagine è piena di rimandi: l'asino è una cavalcatura regale, la fuga in Egitto è un trionfo sulla morte cui il bambino era destinato, rimanda alla risurrezione e all'entrata di Cristo Re in Gerusalemme, sull'asino appunto.
Il gruppo della Madonna col Bambino è una Maestà , il bambino è un Pantocratore.
Tutto interessantissimo, Enrico! :si:
Certo Giuseppe sembra un Crociato più che un mite falegname... veramente bello e grazie per le tue annotazioni. Se su un capitello puoi dire tanto, immagino su una chiesa intera!
Citazione di: agostino il Venerdì, 28 Dicembre 2018, 23:42:55
Certo Giuseppe sembra un Crociato più che un mite falegname... veramente bello e grazie per le tue annotazioni. Se su un capitello puoi dire tanto, immagino su una chiesa intera!
Forse da mite falegname, è dovuto diventare un crociato - come direi io (http://forum.foveon.it/index.php?topic=6818.msg53909#msg53909): s'è
catafratto (http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/catafratto.shtml).
Il mite e buon Giuseppe sembra un crociato perché procede spedito verso l'Egitto, tirandosi dietro l'asino e la famiglia (a proposito, avete notato le rotelle? Qualcuno le spiega come rimando all'Apocalisse di Ezechiele, altri invece con la derivazione iconografica da sacre rappresentazioni, in cui la scena prevedeva il traino del gruppo su un carro. Questa possibilità del teatro sacro o del dramma liturgico come fonte vale anche per la cappella degli Scrovegni di Giotto, per i rilievi in facciata del duomo di Modena e chissà per quanti altri programmi iconografici).
Inoltre Giuseppe ha un copricapo tutto bucherellato col trapano - a Gislebertus piaceva questo tipo di decorazione che accentua il suo stile traforato - copricapo che sembra un elmo. Infine porta in spalla un bastone che sembra una spada.
Tutto ciò però, appunto, sembra. Se Gislebertus avesse voluto rappresentare Giuseppe come un cavagliere, lo avrebbe vestito con la cotta metallica, com'è documentato in molta scultura romanica, e l'avrebbe resa col trapano proprio come gli piaceva. L'elmo sarebbe stato diverso, qui voleva fare un copricapo orientale o forse voleva riprodurre il berretto di lana che gli aveva fatto sua moglie con mani di fata.
Appena potrò posterò qualche combattente romanico adeguatamente armato (ce ne sono a Parma e Modena ma anche a Verona... e in tanti altri luoghi) ma vi presenterò lo stesso Giuseppe di Gislebertus in altra situazione.
C'è però un aspetto della vostra osservazione che è pertinente al significato dell'immagine: il procedere baldanzoso senza esitazione è adeguato a un'immagine di trionfo. Rileggendo i vostri commenti ho guardato un aspetto su cui non avevo riflettuto
Aspetto il prosieguo...