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Off-Topic => Parliamo d'altro... => Discussione aperta da: edecapitani il Lunedì, 31 Dicembre 2018, 14:55:52

Titolo: musica medievale (rispondo ad Agostino)
Inserito da: edecapitani il Lunedì, 31 Dicembre 2018, 14:55:52
Musica medievale è un'espressione estremamente generica, che mette insieme secoli di produzione musicale, generi e tecniche molto distanti tra loro.
A questo si aggiunge il fatto che solo certi repertori sono stati ritenuti degni di essere fissati con la scrittura (la quale aveva un costo molto elevato, per dare un'idea una bibbia miniata richiedeva un intero gregge di pecore per produrre la pergamena necessaria) e anche di questi, molti manoscritti sono perduti e con essi anche interi repertori (non riguarda solo la musica, se leggete "La biblioteca di Fozio", catalogo ragionato della biblioteca del patriarca di Costantinopoli che scomunicò il Papa, troverete una quantità di libri che sono scomparsi).
Non voglio scrivere un trattato, mi limiterò a qualche argomento su cui ho maggior esperienza di ricerca ed esecuzione.

1) Monodia o polifonia?
Enrtrambe e non basta
Il gregoriano è monodico, eppure, in certi luoghi e tempi, era probabilmente eseguito con inserti di polifonia.
Ce lo dicono i trattati già nel X secolo che hanno un presupposto non dichiarato ma percepibile: la polifonia è una porcata ma se proprio dovete farla, fatela bene secondo queste regole. Il che significa che la polifonia si faceva e non necessariamente secondo le regole.
Ce lo dicono le rubriche di alcuni manoscritti di repertorio, ad esempio un manoscritto della basilica di S. Pietro a Roma: in un certo punto dell'anno (Settimana Santa) un rubrica ammonisce di non cantare ad organum (polifonia). Il che significa che in altri momenti dell'anno a S. Pietro si potevano improvvisare organa su certe melodie liturgiche (nelle basiliche papali si cantava il romano antico non il gregoriano), nonostante il fatto che nel manoscritto non si trovi una sola polifonia annotata. Non era necessario, era una possibilità lasciata alle tecniche di improvvisazione.
La polifonia scritta la si trova nei trattati (pezzi scritti come esempi che probabilemnte nessuno cantava) e nei manoscritti di repertorio a partire da quelli di fine XI secolo in Aquitania e a Parigi.
Sono repertori ricchi di forme diversificate, monodiche e polifoniche, alcune strutturalmente complesse, altre semplicissime.
Un caso interessante sono i mottetti politestuali, in cui si cantavano simultaneamente 2, 3 o 4 melodie con altrettanti testi: un frammento gregoriano a note allungate, ed altri testi-melodie che potevano essere in latino o in francese, sacri o profani, le diverse opzioni magari presenti nella stessa esecuzione.

2) il ritmo
Il gregoriano si cantava in origine con ritmo che rispondeva a criteri diversi dalla "misura" e avevano invece a che fare con la retorica e la proclamazione di un testo. Lo sappiamo dalle notazioni musicali più antiche, sangallese e metense. In epoca bassa però c'erano forme del gregoriano (es. le sequenze e gli inni) che potevano essere mensurate, a seconda dei luoghi e i tempi, o entrambe le cose, alternando misura e ritmo libero.
Un caso interessante è quello del laudario di Cortona (anni 80 del '200), il più antico repertorio di testi italiani con musica annotata: è scritto in notazione quadrata gregoriana ma non vuol dire niente dal punto di vista interpretativo, il copista ha voluto dire: "lo scrivo con la scrittura del canto ufficiale della chiesa perché questo è il suo valore". Le laude contenute sono eterogenee: recitativi liturgici, ballate, forme di origine popolare... I musicologi si sono scervellati per stabilire un criterio di lettura ritmica. Secondo me non c'è un criterio ma diversi criteri, in relazione al tipo di testo-melodia.
Nella stessa epoca, alla corte di Alfonso X di Castiglia, vengono compilate le "Cantigas de Santa Maria" ma lì non ci sono dubbi, sono scritte in notazione mensurale.

3) Accompagnamento strumentale
Nei testi religiosi di inni e sequenze e nelle miniature abbondano gli strumenti ma non sono indicazioni esecutive, bensì allegorie.
Gli strumenti, a seconda dei luoghi e dei tempi, si usavano ma non cambiavano il significato formale di "monodia" e "polifonia": se accompagnavano una canzone di Ventadorn era appunto un accompagnamento di qualcosa che era in se stesso monodico, se sostituivano il tenor o il discanto di un mottetto o di un conductus, svolgevano la stessa funzione della "voce" che sostituivano.
La canzoni di Ventadorn o una lauda possono essere più belle e ricche accompagnate da strumenti ma stanno perfettamente in piedi anche senza. Dai libri di paga delle compagnie italiane di laudesi sappiamo comunque che nelle feste più importanti venivano pagati cantanti professionisti e strumentisti (i ritornelli li cantavano tutti perché cantare poteva persino procurare indulgenze).

4) Vocalità: come si cantava?
Boh: non c'erano i registratori! Qualche testimonianza però c'è: il monaco Ademar de Chabanne (XI s.) dice che in Italia i cantori erano molto bravi a fare le voces rtremulae (cioè cantavano secondo un modo arcaico mediterraneo che si è protratto in alcune culture fin quasi ai nostri giorni). Il monaco Gautier de Coincy se la prende con quelli che cantano in modo sguaiato. San Bernardo di Chiaravalle ammonisce di cantare in modo schietto e virile ed evitare il falsetto, a Cluny al contrario si mangiava la liquirizia per cantare meglio in acuto, perché lo percepivano come un modo di cantare più simile a quello degli angeli. Insomma, il mondo è bello perché e vario
La polifonia: Marcel Perez anni fa fu folgorato sulla via di Damasco e da allora fa cantare tutta la polifonia medievale da cantori corsi.
Esagerato

Ascolti consigliati sul tubo:
Marie Keyrouz, è una suora libanese esperta di canto criatiano arabo, siriaco e libanese. Sconvolgente.
Si presenta in pubblico vestita da suorina umile "scusate se esisto", poi apre bocca per cantare e spettina i capelli all'intero pubblico. Grande tudiosa, grande voce e grande interprete.

Per la polifonia di Saint-Martial e Notre-Dame: ensemble Organum, Hilliard Ensemble, Alla Francesca, Sequentia (Barbara Thornton e Bnujamin Bagby sono stati tra i miei maestri, Barbara è morta anni fa di tumore al cervello e la ricordo con grande ammirazione e affetto)
Per le laude di Cortona: ensemble Micrologus (sono del centro Italia, quindi... e Patrizia Bovi canta benissimo)
Ars Nova: gli stessi esecutori citati sopra più Mala Punica.
Gregoriano: è il mio campo discografico principale quindi non dico nulla.

Più avanti metterò dei link, forse anche qualcosa che non ho mai fatto con nessuno, né su faccialibro, né per mail: mettere dei link a mie esecuzioni (se li trovo, perché non mi cerco mai sul tubo, però mi hanno detto che ci sono, non avviso neppure i miei più stretti amici quando faccio concerti).

Titolo: Re:musica medievale (rispondo ad Agostino)
Inserito da: agostino il Lunedì, 31 Dicembre 2018, 18:02:50
Non ho parole se non: grazie!

Seguirò le tue indicazioni di ascolto, impreziosite dalle tue note musicologiche.
Agostino
Titolo: Re:musica medievale (rispondo ad Agostino)
Inserito da: agostino il Lunedì, 31 Dicembre 2018, 18:50:40
Ho iniziato ad ascoltare Marie Keyrouz: ora sarà difficile smettere..
Titolo: Re:musica medievale (rispondo ad Agostino)
Inserito da: pacific palisades il Martedì, 01 Gennaio 2019, 11:23:17
Citazione di: agostino il Lunedì, 31 Dicembre 2018, 18:50:40
Ho iniziato ad ascoltare Marie Keyrouz: ora sarà difficile smettere..

Sono stregato anch'io.
Titolo: Re:musica medievale (rispondo ad Agostino)
Inserito da: clax il Martedì, 01 Gennaio 2019, 20:28:24
Bravo Enrico, questi interventi scaldano il cuore
e ci arricchiscono!
Sè il gregoriano è il tuo campo di elezione
non puoi non conoscere il Polifonico
Dai fai un piccolo sforzo e, quando puoi
facci sentire qualcosa di tuo!  :)
Titolo: Re:musica medievale (rispondo ad Agostino)
Inserito da: agostino il Lunedì, 07 Gennaio 2019, 22:07:14
Touba è un pezzo incredibile, il modo in cui il coro sostiene la voce di Marie nell'incipit del ritornello (si può dire) è da brivido. Non immaginavo che la musica monodica potesse essere così ricca; colgo in alcuni passaggi dei piccoli sfasamenti "diafonici" che - in un contesto così ricco ma lineare - hanno una potenza incredibile (vengono poi immediatamente risucchiati dalla monofonia).
Ma verrà mai in concerto in Italia?

questa è la versione che mi incanta:

https://www.youtube.com/watch?v=JadgxuzUQEA
Titolo: Re:musica medievale (rispondo ad Agostino)
Inserito da: edecapitani il Lunedì, 07 Gennaio 2019, 23:56:26
Io l'ho ascoltata dal vivo a Milano