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Se Vienna è una messa in scena, come scrive Magris, Villa Borghese è la messa in scena di Roma antica
Belle foto. Mi piace molto la prima, perché sembra l'ingresso di un labirinto per salutare Iuppiter Tronans :si: :si: :si:
Vedi che stai trovando la tua voce nell'immagine e nella scrittura, perché il titolo è molto bello.
Grazie a entrambi.
Andrea, rispetto alla tua critica per i colori della Q, io qui li trovo compiuti, equilibrati e prossimi alla mia percezione dal vivo. Che ne dici?
Agostino ed Andrea: umilmente, come nuovo utente della Q, vedo che il colore migliore di Foveon è ancora, per il momento, quello della SD1-M O:-)
Joserri: su questo sono d'accordo, nel senso che Merrill lascia a bocca aperta.
Infatti non per consumismo ma per piacere se la prossima FFF sarà "Merrill simile" la prenderò.
Però Q ha una ottima resa, niente a che vedere con la maggior parte di quello che si vede in giro.
Citazione di: agostino il Sabato, 25 Gennaio 2020, 08:14:41
Grazie a entrambi.
Andrea, rispetto alla tua critica per i colori della Q, io qui li trovo compiuti, equilibrati e prossimi alla mia percezione dal vivo. Che ne dici?
Questi colori sono in armonia tra loro, come se ci fosse una intonazione, credo che sia la luce che fa la differenza, infatti mi pare che la SDQ offra delle immagini belle nel colore proprio quando la luce è delicata e quindi più difficile. Mi rendo conto che non sono considerazioni oggettive, cioè non posso dire di aver fatto esperimenti, posso solo dire che le foto che avevo fatto al rudere con l'albero non mi piacciono mai per colore quando la luce è decisa, cioè non mi piacciono quando ci sono le condizioni ottimali. Anche nel tuo caso come dicevo c'è una luce delicata infatti trovo il colore ok.
Faccio notare che nello sguardo che mostrano queste fotografie (perché la fotografia mostra un soggetto tanto quanto mostra uno sguardo) c'è una "antropizzazione" molto particolare, quella che aveva rappresentato De Chirico nelle sue piazze popolate da muse inquietanti: quindi vediamo la natura, i viventi umani e altri viventi per così dire metafisici, che se volete è anche una rappresentazione molto realistica della vita, perché non viviamo solo nel qui e ora, ma ci è naturale un dialogo con chi non c'è, chi ritiene che noi non interagiamo con persone che non ci sono più o immaginarie semplicemente non ha mai fatto esperienza di un libro. Noi siamo costituiti dalle immaginazioni anche se per pudore facciamo i realisti duri e puri.
Purtroppo è proprio il concetto di formato 35mm che non mi interessa perché sono macchine grandi (e costose). Per quello che interessa a me le fotocamere devono svilupparsi verso la compattezza. Oskar Barnack aveva rivoluzionato la fotografia inventando il 35mm perché era un formato molto più piccolo rispetto a quello usato all'epoca, e aveva puntato sull'ingrandimento del negativo. Oggi non dobbiamo nemmeno più preoccuparci di 'ingrandire il negativo' (paradossalmente il problema è opposto, occorre ridurlo per poterlo vedere) perché i sensori sono già oltre la risoluzione dell'occhio umano, quindi per me restare o addirittura andare nel 35mm è inconcepibile. Mentre sarebbe interessante sviluppare sensori a tre strati ancora più piccoli magari con materiali diversi dal silicio, così da avere lenti straordinarie in dimensioni compattissime e con prezzi bassi.
Bella serie, bella luce, ottime inquadrature, raddrizza la Fo3 che è l'unica stortignaccola e stona nella serie che è molto precisa come lo sono tutte le foto che stai pubblicando di recente.
Mi piacciono molto i colori.
Citazione di: Joserri il Sabato, 25 Gennaio 2020, 08:27:07
Agostino ed Andrea: umilmente, come nuovo utente della Q, vedo che il colore migliore di Foveon è ancora, per il momento, quello della SD1-M O:-)
Strano. Per carità , l'apprezzamento ai colori è personale, ma i colori della SD1 Merrill (al di là delle stupende doti di questo sensore) sono tra i meno fedeli della storia del Foveon: sono freddi e metallizzati, sembrano quelli delle vecchie stampe Cibachrome (che, appunto, nonostante non fossero giusti, piacevano tantissimo).
Nella fotografia di architettura ho sempre avuto enormi problemi con gli architetti e le riviste perché la resa cromatica dei materiali non era quella giusta (quando scrivono che un parquet è di un certo legno o si tratta di un certo tipo di marmo, vogliono che si capisca) e dovevo lavorarci un bel po' per arrivare ai risultati desiderati. Da questo punto di vista, non ho mai avuto problemi con il Quattro e, scattando con cognizione di causa in ripresa, non ho mai dovuto perderci tempo in postproduzione.
Citazionesviluppare sensori a tre strati ancora più piccoli magari con materiali diversi dal silicio, così da avere lenti straordinarie in dimensioni compattissime e con prezzi bassi.
Con la tecnologia attuale il Foveon, se cresce di misura l'intero sensore, può permettersi pixel più ampi - tutta salute - e un numero di pixel competitivi sul mercato (a noi ne bastano pochi ma se le riviste - come mi dice Rino - chiedono molti megapixel per croppare le foto come meglio credono, un Foveon tipo SD 15 moderno non ha una change di attrarre questi utenti che, di fatto, fanno la fortuna del sensore: se i siti di Foto Prof (Nadir, Promirrorless) dicono di usare il Foveon ad uso professionale deve essere vero. Diverso se i professionisti dicessero: le esigenze di mercato mi impongono i Megapixel ma io, nel privato, amo il Foveon). Qui la partita è farlo passare in tutti gli usi. Non credo che Sigma abbia la forza di sviluppare due corpi macchina pur con sensori a stessa densità di diodi: un FF e un M4/3. Panasonic L non è il boccettine delle M4/3 ma della FF quindi, a voler utilizzare quegli obiettivi già esistenti, si ricomincia con la sarabanda degli anelli adattatori (ammesso che i tiraggi siano compatibili...)
COn altre tecnologie si può pensare pure al sensore palpebrale: ma ora non esistono!!
CitazioneBella serie, bella luce, ottime inquadrature, raddrizza la Fo3 che è l'unica stortignaccola e stona nella serie che è molto precisa come lo sono tutte le foto che stai pubblicando di recente.
Mi piacciono molto i colori.
Grazie, raddrizzerò!
Citazione di: Rino il Sabato, 25 Gennaio 2020, 11:58:28
Citazione di: Joserri il Sabato, 25 Gennaio 2020, 08:27:07
Agostino ed Andrea: umilmente, come nuovo utente della Q, vedo che il colore migliore di Foveon è ancora, per il momento, quello della SD1-M O:-)
Strano. Per carità , l'apprezzamento ai colori è personale, ma i colori della SD1 Merrill (al di là delle stupende doti di questo sensore) sono tra i meno fedeli della storia del Foveon: sono freddi e metallizzati, sembrano quelli delle vecchie stampe Cibachrome (che, appunto, nonostante non fossero giusti, piacevano tantissimo).
Nella fotografia di architettura ho sempre avuto enormi problemi con gli architetti e le riviste perché la resa cromatica dei materiali non era quella giusta (quando scrivono che un parquet è di un certo legno o si tratta di un certo tipo di marmo, vogliono che si capisca) e dovevo lavorarci un bel po' per arrivare ai risultati desiderati. Da questo punto di vista, non ho mai avuto problemi con il Quattro e, scattando con cognizione di causa in ripresa, non ho mai dovuto perderci tempo in postproduzione.
È vero, il colore non esiste davvero, come tutti sappiamo. Molti fattori ne influenzano la percezione: monitor, profili, luce ambientale e persino l'umore... Ero un grande amante del Cibachrome!
Si tende ad attribuire un colore alla macchina, in realtà influisce anche l'obiettivo.
Citazione di: pacific palisades il Sabato, 25 Gennaio 2020, 12:37:56
Si tende ad attribuire un colore alla macchina, in realtà influisce anche l'obiettivo.
Una volta non c'erano dubbi: il colore era tutto merito (o demerito) dell'obiettivo e della pellicola (eventualmente della stampa se non si adoperavano le diapositive).
Oggi contano tantissimo - al di là delle capacità del sensore e dell'obiettivo - le impostazioni nel firmware e, dopo, del software di sviluppo (mi fermo qui senza mettere in ballo monitor, stampanti, etc...).
Sigma è stata molto brava con la fp perché, pur trattandosi del solito Bayer retroilluminato, ha studiato il firmware affinché avesse una resa il più possibile simile al Foveon e, in buona parte, c'è riuscita. Sigma definisce, nella documentazione in inglese, la resa della fp "foveonish" usando le virgolette, quindi la caratteristica è stata fortemente voluta.
Citazione di: Joserri il Sabato, 25 Gennaio 2020, 12:06:31
Ero un grande amante del Cibachrome!
Per un lungo periodo della mia vita anch'io, ma sono cambiato molte volte negli anni passando dalle foto sature a quelle pastellate e viceversa. Ho avuto anche il
periodo blu come Picasso! :)
Negli ultimi anni di fotografia analogica mi ero innamorato dei colori brillanti ma con tutte le sfumature e conseguente senso di tridimensionalità , cosa che ottenevo solo fotografando con la Pentax 67 o il banco ottico.
Citazione di: agostino il Sabato, 25 Gennaio 2020, 12:00:52
COn altre tecnologie si può pensare pure al sensore palpebrale: ma ora non esistono!!
Se fossi venuto alla mia lezione sui sensori, avresti visto le meraviglie di quello alla
clorofilla! ;)
:si: :si: :si:
Una bella solitudine
Tornando al colore, lo stesso Antonello in un post considera la fedeltà della Q prima tra i Foveon seguita dai modelli più vecchi e, da ultimo, Merrill.
Merrill produce sculture, non so come fa. Non avendola non sono in grado di dire se appaga il mio senso di fedeltà cromatica alla scena.
Quello che vedo nelle foto degli altri, come quelle di montagna che ogni tanto vedo postate, e che nelle zone più in ombra produce una specie di grana che credo sia sia dovuta ai pixel piuttosto piccolini. A me non dispiace e anzi aumenta il senso materico della fotografia. Se però è un effetto obbligato è un po' meno piacevole.
sostituisce Fo3
Citazione di: agostino il Domenica, 26 Gennaio 2020, 13:16:50
sostituisce Fo3
Ora va bene, ma hai lasciato uno spicchio di bianco in alto a destra! ;)
Avresti potuto rendere appena più visibile il primo piano, ;)
Lo scpicchio bianco mi è sfuggito...sempre di corsa
Per Italo: no, mi piaceva la siluette che ho solo un po' ridotto per evitare il buio pesto!
Citazione di: agostino il Domenica, 26 Gennaio 2020, 10:13:53
Tornando al colore, lo stesso Antonello in un post considera la fedeltà della Q prima tra i Foveon seguita dai modelli più vecchi e, da ultimo, Merrill.
Merrill produce sculture, non so come fa. Non avendola non sono in grado di dire se appaga il mio senso di fedeltà cromatica alla scena.
Con la SD1 Merrill, che ho usato molto per le fotografie di architettura professionali (purtroppo era inusabile negli altri generi fotografici a causa dell'AF e della mia impossibilità /incapacità ad adoperarla in manual focus), ho ottenuto immagine straordinarie, ma ho sempre dovuto combattere con il colore: potrà anche avere il suo fascino, ma una rivista di architettura non accetterà mai un marmo rosa che tende al ciano e dovetti rinunciare del tutto alle riproduzioni dei quadri. Il problema non è la sola dominante ciano (ben visibile anche nei cieli azzurri) perché una sola dominante si elimina con facilità , ma quando tutti i colori hanno una loro personalità diversa dall'originale, lavorare con la Merrill e correggerli uno ad uno è "Mission Impossible".
Citazione
Quello che vedo nelle foto degli altri, come quelle di montagna che ogni tanto vedo postate, e che nelle zone più in ombra produce una specie di grana che credo sia sia dovuta ai pixel piuttosto piccolini. A me non dispiace e anzi aumenta il senso materico della fotografia. Se però è un effetto obbligato è un po' meno piacevole.
E' un problema che esiste, di base, in tutti i sensori, ma con alcuni si nota di più ed il Quattro è uno di questi. La soluzione inventata per il Bayer è quella dell'ETTR - esporre a destra - e riduce il rumore nelle ombre in maniera visibile anche con il Quattro. Il rischio della sovraesposizione è quello di esagerare e perdere le alte luci, ma con un po' di pratica, conoscendo i limiti del proprio sensore, ci si riesce bene.
Ti segnalo questo articolo su Nadir:
https://www.nadir.it/tecnica/ETTR_ESPORRE-A_DESTRA/ETTR.htm
Io non espongo a destra, ma sto sempre molto attento alla corretta esposizione privilegiando leggermente le ombre se so che le alte luci non andranno perse. Facendo la solita foto alla mia libreria (quella che uso come soggetto per tutti i miei test) è incredibile quanto migliori - ai fini del rumore - la foto con il Quattro grazie alla sovraesposizione. Essendoci meno rumore posso azzerare la correzione del rumore di luminanza ed i dettagli più minuti sembrano meno spappolati: morale della favola, una foto più nitida e pulita!
Grazie Rino di queste considerazioni. Io non amo sovraesporre ma ci proverò. In qualche caso privilegio le ombre, in altri il cielo e lascio il resto in siluette come Agostino. Ci sarebbe x3i ma per ora lo gestisco male nello sviluppo.
Io non espongo a destra ma sto molto attento a non bruciare le alte luci che mi interessano, guardando istogramma in inquadratura (es: se c'è il sole o raggi molto forti li escludo dall'inquadratura e ragiono sull'isogramma in merito alle alte luci che voglio avere leggibili): in questo modo il recupero delle ombre, a meno di situazioni di estremo range di illuminazione della scena, lo riduco al minimo in SPP. Se poi devo proprio recuperare più ombre in SPP sovrespongo pochissimo in SPP (che non è la stessa cosa che bruciare le alte luci importanti in fase di ripresa!) e pigio di più su Fill Light sui valori + ma entro 3 o 4 (apre le ombre e recupera le alte luci, così riassorbo parte della sovraesposizione prodotta apposta in SPP) oppure sovraespongo un po' e recupero con "evidenzia" che è il comando (grazie Rino, non lo avrei mai capito) per le alte luci.
Poi ci sono i comandi per i toni separati, i famosi 4 aggiunti nelle ultime versioni.
Insomma: non è necessario massacrare le ombre con recuperi forsennati.
Citazione di: edecapitani il Lunedì, 27 Gennaio 2020, 13:19:22
Grazie Rino di queste considerazioni. Io non amo sovraesporre ma ci proverò. In qualche caso privilegio le ombre, in altri il cielo e lascio il resto in siluette come Agostino. Ci sarebbe x3i ma per ora lo gestisco male nello sviluppo.
Parlare di "sovraesposizione" o "sottoesposizione" è riduttivo e non rispecchia la realtà delle foto ponderate. Preferisco sempre previsualizzare la foto che voglio ottenere scegliendo l'esposizione più idonea sul soggetto che m'interessa, tenendo presenti gli eventuali recuperi in camera oscura o in postproduzione. So che, esponendo bene sul soggetto, posso fregarmene del resto o esporre in modo da poter recuperare altre parti che m'interessano e reputo importanti per il mio racconto fotografico.
Rispetto all'esposizione giusta sul soggetto, valuto cosa succede alle alte e basse luci e, eventualmente, mi concedo il lusso di sovraesporre (di quanto? Sono l'esperienza e la conoscenza del sensore che me lo dicono) per migliorare la resa nelle ombre e ridurre il rumore.
Raramente guardo l'istogramma perché mi fido di più della mia esperienza che mi aiuta ad immaginare la foto già finita sin da prima di accostare la fotocamera all'occhio.
Citazione di: agostino il Lunedì, 27 Gennaio 2020, 13:46:37
Insomma: non è necessario massacrare le ombre con recuperi forsennati.
Assolutamente no, ma è importante (vedi risposta ad Enrico) immaginare il risultato finale.
Prendiamo come esempio la tua foto schiarita da Italo nelle ombre. Sapendo di voler mostrare la parte bassa della foto, ci stava bene una sovraesposizione, o meglio una esposizione giusta per le ombre fermandosi prima di bruciare le alte luci.
Volendo ottenere una foto come quella che ci hai proposto, l'esposizione giusta al centro è senz'altro la migliore oltre ad offrire ancora margini di recupero anche nelle ombre che, però, conoscendo il Quattro, credo mostrino del rumore schiarendole.
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