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molto molto bella, complimenti!
Bellissima! i miei occhi ti ringraziano.
Chi ha detto che un aspetto realistico non possa essere anche artistico? :si:
Colpito. Vorrei fare un commento articolato ma per ora taccio.
- é bello il rapporto tra il visibile, il poco visibile, il non visibile.
- C'è una rete di geometrie ma non si percepisce nessuna forzatura geometrizzante (hai presente quelli che ti dicono come fare i triangoli, i rettangoli oppure li tirano fuori dalle foto dei grandi autori convinti che quelli avevano in testa quelle sciocchezze e non uno sguardo allenato a cogliere immediatamente l'armonia di una composizione?)
- si percepisce l'Uomo senza neanche una persona perché prevalgono i manufatti
- tu hai fotografato l'albero, cosa viva, anche per riagganciarti al testo.
- sarebbe piaciuta a Hopper, credo.
Infine grazie per aver messo una foto dopo una settimana di topic sul nulla.
Bella, una vera e propria foresta di lampioni, tralicci ed elementi verticali impreziositi dal gioco di luci e di ombre.
I lampioni con il "fungo" sotto alle lampade giocano un ruolo fondamentale: il "fungo" brilla nella notte e, nella parte sottostante, genera un cono d'ombra. Perfetto per la foto, mi chiedo però che senso abbia nella realtà dei fatti (perché creare delle zone d'ombra?).
Vi ringrazio, ero in stazione, tornavo dalla mostra di Guido Guidi a Cesena, era solo un appunto, perché di paesaggio notturno non manipolato non ci capisco molto, questa non è nemmeno ritagliata, è il JPG uscito dalla GX9 a 800Iso. Lo dico perché sono un "manipolatore pentito" vorrei smettere di aggiustare - anche pesantemente come in passato - le fotografie.
Aggiustare dopo la ripresa non mi convince, mi pare che si aggiusti non secondo la propria testa ma secondo la testa collettiva che si aspetta immagini fatte in un certo modo. E aggiustare elettronicamente forse significa non comprendere quella parte di mondo che si è scelta nel frame, ma semplicemente usarla.
Ieri nei dieci minuti che hanno concesso i "conferenzieri" a Guido Guidi per parlare, lui ha girato intorno al concetto di "devozione", fotografare è un gesto di devozione verso la realtà . Ora se io stupro continuamente la realtà con gli aggiustamenti elettronici, non ho alcuna relazione di devozione, faccio invece fotto-grafia.
Questa immagine tutto sommato non mi convince perché non ho capito davvero qualcosa del mondo (si veda la prima foto con le parole di Guidi che ho invertito per renderla più leggibile), o meglio ho capito soltanto che le fotocamere oggi rendono facile ottenere la spettacolarità della notte. Ma la spettacolarità è molto diversa dalla poesia.
A me la foto piace molto. I paesaggi "elettrici" mi hanno sempre attirato, dai lampioni ai tralicci dell'elettricità .
Il titolo mi sembra un po' impegnativo per la foto.
Imparare dalla natura è il titolo del testo di Guido Guidi che ho cercato di rendere leggibile fotografando una teca, ma non si riferisce all'Aggeggio semaforico. Ho pubblicato le due foto insieme perché sono due cose accadute nella gita alla mostra di Guidi...
Il testo Imparare dalla natura è molto importante per farsi un'idea di cosa significa interrogarsi e capire qualcosa del mondo prima di riprendere qualcosa nel frame. Sono molto attratto dalla fotografia come percorso di conoscenza, anzi è l'unica cosa che davvero mi interessa, perché l'arte è solo uno stile.
Bella, molto cinematografica
o da set operistico, insomma...!
Bella