dunque: street P. o forse reportage urbano o foto bambini o forse ritratto ambientato o forse una delle altre inutili 100 categorie con cui si catalogano le foto (utile per vendere riviste specialistiche, per darsi un tono e una appartenenza: "sono uno Street Photographer". A Roma direbbero: mei coj....i. E io che ti credevo uno st...o qualsiasi). Scusate le volgarità vernacolari ma mentre scrivo sento la Ferri e Villa che stornellano di brutto su Youtube (e loro non sanno cosa è yutub...)
Ricordo un tempo in cui se fotografavi dei bambini che giocavano non eri terrorizzato al pensiero che qualcuno ti linciasse come aspirante pedofilo.
Adesso ogni scatto che faccio mi chiedo quante leggi sto violando, chi potrà aversene a male e se verrò arrestato per violazione di qualche copyright...
Infarti ero in dubbio se metterla perché si riconosce un viso e sono bambini presi per strada. È una foto del 2013.
A parte le violazioni di leggi, avrai notato che la moda giornalistica di parlare di pedopornografia - termini orribile da loro inventato - si è dissolto, non certo per risoluzione del problema.
Il giornalismo è uno dei mali del mondo. Farà molti più danni il modo in cui si parla del virus di quelli effettivi del corona.
Siamo passati da un mondo in cui tutte le intenzioni erano buone, fino a prova contraria, ad uno in cui tutte le intenzioni sono malvagie, "così stiamo più sicuri".
Non è solo un tema giornalistico; è un cambio radicale di mentalità , frutto spurio della libertà e del solipsismo che genera, con la trasformazione delle "comunità " in "aggregati" e la perdita del senso profondo di appartenenza e condivisione.
Internet doveva liberarci dall'ignoranza... con un clic accedi ad ogni sapere e sei più vicino a chi è più lontano.
Siamo precipitati nell'ignoranza wikipediana, e nell'isolamento social.
"The evil that men do lives after them. The good is oft' interred with their bones." - W. Shakespeare (Julius Caesar)
Una parte mezza piena è la possibilità di accedere alle pubblicazioni scientifiche gratuitamente, mentre prima si doveva passare da qualche apparato di potere universitario eccetera, questo per fare critica è un vantaggio enorme.
Citazione di: pacific palisades il Sabato, 29 Febbraio 2020, 13:22:46
Una parte mezza piena è la possibilità di accedere alle pubblicazioni scientifiche gratuitamente, mentre prima si doveva passare da qualche apparato di potere universitario eccetera, questo per fare critica è un vantaggio enorme.
Se solo non fosse altrettanto vero che grazie a Internet per fare "critica" basta un blog e un seguito di internauti, la maggioranza dei quali, tipicamente, non è in grado di immagazzinare i polisillabi.
Il che, sia chiaro, è una generalizzazione e una banalizzazione... ma tutti sono esperti di tutto e abbiamo eserciti di laureati all'università della vita.
Sarebbe interessante una statistica sull'effettivo accesso alle pubblicazioni scientifiche, per correrarlo alla diffusione della credenza nelle scie chimiche o nel terrapiattismo.
Citazione di: agostino il Sabato, 29 Febbraio 2020, 09:09:20
dunque: street P. o forse reportage urbano o foto bambini...
Oggi eviterei di pubblicare una foto così su internet: la gente dà i numeri per quanto riguarda la privacy, soprattutto quella dei bambini.
C'è chi campa fotografando le persone per la cosiddetta "Street Photography" (che nove volte su 10 è "Spara nel mucchio che di sicuro qualcuno starà facendo qualcosa"), ma oggi è facile trovare chi ti fa causa (non gli pare vero) se non è capitato
per caso all'interno di una fotografia ed è palese che il soggetto era il luogo, non la persona.
Citazione di: OneFromRM il Sabato, 29 Febbraio 2020, 13:53:34
Se solo non fosse altrettanto vero che grazie a Internet per fare "critica" basta un blog e un seguito di internauti, la maggioranza dei quali, tipicamente, non è in grado di immagazzinare i polisillabi.
Il che, sia chiaro, è una generalizzazione e una banalizzazione... ma tutti sono esperti di tutto e abbiamo eserciti di laureati all'università della vita.
Sarebbe interessante una statistica sull'effettivo accesso alle pubblicazioni scientifiche, per correrarlo alla diffusione della credenza nelle scie chimiche o nel terrapiattismo.
Per quel che vedo io strumenti come Sci-Hub sono usati da ricercatrici e ricercatori che a loro volta producono paper che poi formano un sapere col sistema solito della revisione e pubblicazione. Anche io ho usato Sci-Hub rivolgendomi però direttamente a chi fa ricerca. Forse è un'esperienza di nicchia e elitaria ma senza rete non sarebbe stata possibile.
Per quanto riguarda i blog, più che altro li vedo come raccolte di appunti, a volte gli appunti hanno valore, a volte sono solo un passatempo. Comunque per me la rete è stata essenziale, ho conosciuto le riviste di letteratura Maltesenarrazioni e Fernandel, poi attraverso blog come
Vibrisse di Giulio Mozzi, il vecchio
Nazione indiana,
Il primo amore ho conosciuto e frequentato chi stava producendo la nostra letteratura più bella. Grazie a Sergio Ponchione di Maltesenarrazioni ho iniziato a frequentare anche il fumetto, ho visto nascere
Canicola, mi sono emozionato per il talento incredibile di Amanda Vähämäki... Posso dire che senza rete sarei stato una persona infelice chiusa in una piccola città e mi sarebbe esploso il cervello nella scatola cranica.
Agostino, confermo che se pubblichi foto di persone minorenni senza il consenso dei genitori, possono massacrarti.
Allora rimuoviamola...
Citazione di: pacific palisades il Sabato, 29 Febbraio 2020, 16:54:28
Per quel che vedo io strumenti come Sci-Hub sono usati da ricercatrici e ricercatori che a loro volta producono paper che poi formano un sapere col sistema solito della revisione e pubblicazione. Anche io ho usato Sci-Hub rivolgendomi però direttamente a chi fa ricerca. Forse è un'esperienza di nicchia e elitaria ma senza rete non sarebbe stata possibile.
Per quanto riguarda i blog, più che altro li vedo come raccolte di appunti, a volte gli appunti hanno valore, a volte sono solo un passatempo. Comunque per me la rete è stata essenziale, ho conosciuto le riviste di letteratura Maltesenarrazioni e Fernandel, poi attraverso blog come Vibrisse di Giulio Mozzi, il vecchio Nazione indiana, Il primo amore ho conosciuto e frequentato chi stava producendo la nostra letteratura più bella. Grazie a Sergio Ponchione di Maltesenarrazioni ho iniziato a frequentare anche il fumetto, ho visto nascere Canicola, mi sono emozionato per il talento incredibile di Amanda Vähämäki... Posso dire che senza rete sarei stato una persona infelice chiusa in una piccola città e mi sarebbe esploso il cervello nella scatola cranica.
Temo di non avere veicolato bene il mio messaggio. La rete è preziosa, e le risorse che mette a disposizione costituiscono un tesoro irrinunciabile. Ma la rete viaggia in presa diretta, ognuno trova non ciò che cerca, ma ciò che è in grado di trovare. Se hai una buona base, strutturata, sarai in grado di filtrare i contenuti. Se non possiedi questo patrimonio fondante, finirai in balia di una tempesta di informazioni in cui "uno vale uno" e il parere di un tizio a casaccio del Wisconsin sembra sullo stesso piano dell'opinione di un dottore di ricerca sulla materia.
In un romanzo di Grisham, quando gli avvocati riescono ad ottenere un mandato dal giudice per l'esibizione di alcuni documenti compromettenti, la controparte - che non può sottrarsi all'obbligo di esibizione - riempie un TIR di carte, tra cui anche quelle effettivamente richieste, e lo fa consegnare nel loro giardino, ben sapendo che non saranno mai in grado di trovare in tempo quello che effettivamente stanno cercando. per la massa, questo rischia di diventare (o è già ) Internet.
Rimossa. Il primo topic di foto senza foto. Che la discussione continui.
Citazione di: agostino il Sabato, 29 Febbraio 2020, 17:39:48
Rimossa. Il primo topic di foto senza foto. Che la discussione continui.
:))
Agostino hai fatto bene anche se la foto era una bella foto d'altri tempi con bambini che giocano in strada. Io ne ho una con due bambini che guardano stupiti un teatrino di marionette di strada ma non mi sogno affatto di pubblicarla.
Le vostre considerazioni sono condivisibili (purtroppo). Anch'io ho un'esperienza positiva della rete. Quindici anni fa quando dovevo consultare un manoscritto dell'XI sec. dovevo farmi fare una lettera di presentazione dal mio maestro di paleografia musicale, andavo con un treno notturno a Parigi piuttosto che a Roma, passavo una giornata intera alla Biblioteca Nazionale o alla Vaticana e trascrivevo trascrivevo. Poi altro treno notturno e andavo a lavorare. Scrivevo lettere per chiedere pareri a studiosi americani o tesdeschi... e attendevo per mesi la risposta. Oggi ho a disposizione una gran quantità di manoscritti in rete (per es. tutta la Nazionale di Parigi, tutti i ms sangallesi) e li consulto a casa mia.
Infine, se venisse pubblicata una foto con me come soggetto che gioca a pallone nei campetti della montagnetta di S. Siro negli anni '70, sarei denunciato io, non il fotografo, per vilipendio allo sport nazionale.
Citazione di: agostino il Sabato, 29 Febbraio 2020, 17:39:48
Rimossa. Il primo topic di foto senza foto. Che la discussione continui.
Una discussione può scaturire dalla rimozione: potremmo riportare l'immagine a galla: in questo modo si capirebbe che l'immagine è memoria, non cosa.
C'erano tre bambini, due ritratti di spalle e uno frontalmente col pallone, era vestito di rosso?