Una sera di primavera, verso le 18 e 30. Sto tornando a casa dal lavoro, fa caldo e i finestrini della mia impolverata Duster nera sono abbassati. La radio sta trasmettendo un dibattito sul lockdown, cambio canale ed eccomi investito da una folata di vento sonoro: Johnny Cash canta Ghost Riders in the Sky. È il concentrato epico della canzone western, le trombe, il ritmo della cavalcata musicale, la voce profonda e malinconica di Johnny Cash fanno apparire nei cieli aridi di Paullo la possente mandria di mucche rosse coi marchi fiammeggianti e gli zoccoli di acciaio. Ed ecco i cavalieri fantasma all'inseguimento, volti scarni, occhi sfocati e camicie imbevute di sudore come nella canzone. Uno di loro mi chiama, mio Dio, allora sono io il vecchio cowboy: «Se vuoi salvare la tua anima dall'inferno cavalcando lungo il nostro percorso, allora cowboy cambia direzione oggi oppure galopperai con noi cercando di catturare la mandria del diavolo lungo questi cieli infiniti».
Il semaforo di S. Pedrino è verde, svolto a destra... Yippee-yi-ay, yippee-y-o... Duster s'impenna e nitrisce, ho deciso, non posso più trattenermi, l’eternità ad inseguire le mandrie del diavolo no ma oggi sarà una serata di eroi e di sparatorie: smonto Duster e lo parcheggio nel corral, indosso la mascherina, non so neppure io se per ripararmi dal SARS 2 o dalla polvere della prateria, entro nell'edicola e mi procuro il Maxi Tex, a casa me lo divoro insieme a un padella di fagioli e della carne secca e Johnny Cash in cuffia. C'è spazio anche per Dolly Parton, per Riders in the Storm â€" l'ultima canzone dei Doors, nata da Jim Morrison che improvvisava Riders in the Sky â€" ed anche per la parodia dell'epica canzone, Ghost Chickens in the Sky nell'imperdibile esecuzione di Leroy Troy.
Foto Sigma sdq + 18-35 art
Ahhhh che meraviglia!!
Quella è la copertina di American IV: The Man Comes Around di Johnny Cash, uno degli album delle American Recordings. Sono le ultime cose cha ha registrato, cover magnifiche fatte con nulla, dei capolavori assoluti.
Error, avevo scritto una cosa non pertinente.
Citazione di: agostino il Mercoledì, 29 Aprile 2020, 21:31:45
Error (https://youtu.be/jQcNiD0Z3MU?list=PLU_2Uk5XZ0D7SQEqN29HQ43sECOMwCT6M)
Fico posso mistificare i quote :D
W Cash e De Capitani!
Esatto, American IV. Ho tutta la serie, arrangiamenti bellissimi (merito anche del produttore Rick Rubin). In questo caso, il fatto che la voce di Johnny Cash non sia più nitida e piena, compromessa dall'età e dalla malattia, non toglie nulla, anzi è la voce più adatta ad un testamento musicale, alla summa di una cultura.
Avrei potuto mettere la copertina della raccolta che contiene Ghost Riders in the Sky ma ho preferito questa. Errore voluto.
Le vostre praterie musicali sono troppo vaste per me. Vi seguo, al galoppo.
Sono tutte belle le canzoni di Cash, c'è anche un live stratosferico San Quintino, ma quegli album sono la perfezione che può avere un artista sommo con una vita intera dietro, non potevi non rendergli onore :si:
Enrico,
grazie veramente per questo delirio virale, o magari abituale, non so, mi ha commosso, lo so
non ho mai amato tanto Tex (nonostante l'invasione casalinga della collezione di mio padre, tutti i numeri usciti dal primo all'ultimo, speciali inclusi), mi sono invece innamorato di Ken Parker, stupendo, un mio amico mi ha prestato tutta la collezione che mi sono divorato, anche BlueBerry mi piace, anche se preferisco Bouncer di Boucq e Jodorowsky, un capolavoro assoluto
quando sento, mi basta sentirla, nemmeno ascoltarla, Hurt del vecchio Johnny, beh... faccio veramente fatica a tenere le lacrime dentro, e con Personal Jesus ho brividi in assetto variabile, un disco eccezzionale, con lo zampino rock di Rick Rubin, che di rock se ne intende, ma qui e' andato oltre secondo me, ha voluto essere diretto, togliere tutti i filtri, e' come se Johnny suonasse solo per me, li accanto, ogni tanto alza lo sguardo dalle corde e mi da un'occhiata, con un sorriso
grazie ancora
ciao
--Claudio
Grazie a te Claudio.
La mia vera passione fumettistica è Asterix, mi ci ritrovo in quel modo di sorridere dei difetti umani, i disegni poi sono capolavori. Tex è una lettura rilassante, un po' come tornare a casa, mettersi in ciabatte e fumarsi una buona pipa (se fumassi la pipa, in realtà io non fumo proprio).
Per quanto riguarda la musica, beh, a parte alcuni miti del rock anni '60 e '70 introdotti in casa dal mio fratello sessantottino, il mondo della moderna musica pop-beat-rock-cantautori mi è rimasta sconosciuta fino all'anno del Signore 1999 quando per la prima volta sentii parlare dei Bee Gees.
Fino ad allora i miei orizzonti musicali andavano dal IX secolo fino al XIX, con alcune propaggini modali nel XX e tutto il repertorio milanese di Nanni Svampa.
Quando i miei coetanei dividevano le loro preferenze tra Beatles e PFM, tra Battisti e De André io ero totalmente immerso nella polifonia di Josquin e Victoria, nel gregoriano, nelle canzoni di John Dowland e il mio cantautore preferito era il tovatore Bertrand de Ventadorn. Poi, nel 1999 fui coinvolto in un progetto di pubblicazione di spartiti in formato digitale, io mi occupavo di musica antica ma il mio vicino di scrivania era un chitarrista rock e mi aprì un nuovo mondo che da allora non ho disdegnato e nel mio olimpo di canzoni, accanto a Can vei la lauzeta di Bertrand, comparvero Gypsy's Wife di Leonard Cohen e Hotel Supramonte di De André.
Johnny Cash l'avevo già scoperto a metà degli anni '90: mia madre guardava in TV "La Signora del West" ed in alcune puntate compariva una strana coppia formata da un ex malvivente alcolizzato e la moglie predicatrice che lo aveva redento. In una puntata il vecchio alcolizzato redento si mise a cantare una canzone, Thanksgiving prayer, e fu una folgorazione. Mi pareva anche che i due attori fossero piuttosto bravi perché sembravano veramente marito e moglie. Fu così che in una serie tv western conobbi Johnny Cash e June Carter Cash.
Ma guarda Enrico, per me il tuo scritto ha un valore particolare.
Conosco bene i tuoi luoghi, negli anni settanta avevo una fidanzatina
a Pantigliate, quindi....
Poi the man in black è un culto, uno che era e non appariva.
Ho visto anch'io credo tutte le puntate che guardava tua mamma
e mi ricordo benissimo. C'era anche Willie Nelson nei panni di uno sceriffo.
Ma a parte queste personali implicazioni, adoro l'idea di "scattare una foto"
tramite un racconto, la trovo molto eccitante.
Nel mondo musicale mi viene in mente una bellissima foto, scattata da
de Gregori intitolata "per le strade di Roma"
Un capolavoro!
John Dowland non lo reggo, mentre adoro il repertorio delle deliziose
sorelline Untanks.
Provaci ancora Enrico!
Grazie Clax.
Wallie Nelson sceriffo non me lo ricordavo. Paullo è un esilio ma ora non credo che tornerei a Milano. Negli anni '70 per me Paullo era solo il paese che dava il nome alla strada Paullese che, si dicena, fosse illuminata la sera dai fuochi di un'antica professione. Ho ascoltato le sorelle Unthanks che non conoscevo, grazie della dritta. Posso capire che Dowland possa risultare a molti noioso. Buona serata
Anni fa ascoltavo Townes Van Zandt, Steve Earle e Warren Zevon - oltre ovviamente a Dylan & Springsteen che ho ascoltato anche dal vivo. Per i concerti subivo con gioia la trafila uomo lista - appelli narrata con eleganza da Gianluca Morozzi in Accecati dalla luce (https://books.google.it/books/about/Accecati_dalla_luce.html?id=7r1TYLZ78LEC&printsec=frontcover&source=kp_read_button&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false), a fine concerto si andava dal Moroz per il momento critico, e c'era sempre la mosca bianca che usava toni taglienti verso la performance di Bob o Bruce.
Townes Van Zandt è uno dei preferiti di mio fratello minore. Piace anche a me
Andrea grazie del link a Morozzi