La chiesa di S. Francesco a Lodi, conclusa agli inizi del XIV sec., è un esempio - coerente in tutte le sue parti ad eccezione del coro modificato in epoca barocca - di architettura gotica lombarda (che spesso è un romanico stilisticamente travestito da gotico, persino nel suo esempio più insospettabile, il Duomo di Milano).
Lo schema della pianta, a croce latina con terminazione dritta del coro, cappelle sui bracci del transetto, è quello tipico delle chiese degli ordini religiosi mendicanti (francescani, domenicani ecc.), mutuato insieme alle modalità di governo degli ordini, dagli usi cistercensi. Per quanto riguarda l'architettura lo schema, universale in quel contesto, si traduce in dialetto lombardo nella sua concreta realizzazione: nella foto si intravede, sulla destra l'alternanza dei pilastri forti che sostengono sia le volte centrali sia le laterali, e dei pilastri deboli che sostengono solo le volte laterali, così da ottenere una serie di moduli quadrati nella navata centrale, a ciascuno dei quali corrispondono quattro quadrati, due per parte, nelle navatelle laterali. Ma a tutto ciò dedicherò un altro topic.
In S. Francesco di Lodi vi è una ricchissima decorazione di affreschi, sulle pareti, sulle volte, sui pilastri, che si estende temporalmente dal primo Trecento al Quattrocento. I pilastri sono quasi tutti ricoperti da immagini votive, più di una per ogni pilastro come si vede nella foto. La Madonna col Bambino e sant'Antonio della foto, fu realizzata intorno al 1420, da un pittore molto vicino ai modi di Michelino da Besozzo, miniaturista e pittore attivo a Milano per i Visconti e per il Duomo ma anche in Veneto e a Venezia, tra i maggiori rappresentanti del gotico internazionale in Italia. I volti, i panneggi, l'architettura del trono ricordano davvero Michelino.
Quello della fotografia
Citazione di: edecapitani il Lunedì, 08 Giugno 2020, 19:49:32
La chiesa di S. Francesco a Lodi, conclusa agli inizi del XIV sec.
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Ma a tutto ciò dedicherò un altro topic.
Stavo per chiederti altre foto ma, se la tua frase significa che stai per farlo in un altro topic, aspetterò con pazienza.
Bella la foto e interessante il testo, grazie.
A BG si direbbe: pota... che vuol dire molte cose a seconda del contesto. Qui significa: stupire, meraviglia (del foveon)
Una meraviglia e gioia per gli occhi. Grazie per la narrazione.
Grazie a voi.
Rino un po' di lavoro l'ho fatto col 18-35 e con Canon + ts-e 24, ma ho veramente necessità di un ottimo grandangolare x foveon. Mi tenta molto la dp0.
Citazione di: edecapitani il Martedì, 09 Giugno 2020, 18:16:50
Grazie a voi.
Rino un po' di lavoro l'ho fatto col 18-35 e con Canon + ts-e 24, ma ho veramente necessità di un ottimo grandangolare x foveon. Mi tenta molto la dp0.
Se ti basta un 14mm (21mm equiv.) la dp0 è ottima. Stessa focale, il 14-24/2.8 DG Art che è ottimo anche lui e, nella versione "vecchia" (quella grande e pesante) ha distorsione zero e ti offre un po' più versatilità , luminosità e ti può restare sia per una eventuale H che per la futura FF con adattatore MC-21. Il 14-24/2.8 serie DN è ottimo, piccolo e leggero (vedi mio recente test su Nadir), ma ora non potresti sfruttarlo.
Enrico porti sempre delle cose straordinarie.
Avevo trovato un pensiero di Ghirri sulla lettura delle immagini, vado a memoria: il nostro modo di entrare e confinarci nella singola immagine è recente - dice - prima le (poche) immagini disponibili rimandavano una all'altra ed erano lette come una storia.
CitazioneStavo per chiederti altre foto ma, se la tua frase significa che stai per farlo in un altro topic, aspetterò con pazienza.
Bella la foto e interessante il testo, grazie.
Anch'io attendo Enrico, grazie per il documento :si:
Non la conoscevo, grazie per la condivisione. :si:
Grazie
Ho ritrovato quell'osservazione di Ghirri, la riporta Gianni Celati nella sua introduzione a Il profilo delle nuvole.
Qui (http://digilib.netribe.it/bdr01/visore2/index.php?pidCollection=Ghirri-21-Profilo-nuvole:134&v=-1&pidObject=Ghirri-21-Profilo-nuvole:134&page=0) si può sfogliare l'intero libro.
Allego la foto del passaggio a cui mi riferivo.