[spero si colga l'ironia!]
inizio a prendere confidenza con la macchina, (ed addirittura con Luminar per catalogare ed un pò di editing) roba che fra qualche anno riuscirò addirittura ad usarla d'istinto :))
La prima delle due era nata da un tentativo di prendere la città all'alba. Peccato che il sole fosse spuntato nascosto dalle nuvole; ma una foto comunque l'ho fatta!
Bella la seconda. La prima ha qualcosa di "strano" che non colpisce; e non è il sole nascosto. Mi dispiace per questo.
Grazie, Roberto!
Bella la prima per me
Belle!
Un altro Torinese che usa il Foveon, allora non sono il solo!
Alla prima manca un po' di sviluppo, la seconda è molto naturale e non serve sviluppo, in ogni caso due belle riprese :si:
Citazione di: robnov il Lunedì, 01 Febbraio 2021, 22:56:28
La prima delle due era nata da un tentativo di prendere la città all'alba. Peccato che il sole fosse spuntato nascosto dalle nuvole; ma una foto comunque l'ho fatta!
Prendendo in mano una fotocamera si apre il problema di quale settore del mondo esterno ritagliare con l'inquadratura, è una scelta su cui pesa lo stereotipo della visibilità , cioè la fotografia tende a orientarsi su ciò che è visibile, quindi a cercare le condizioni della visibilità : una certa luminosità , contrasto, e colore se non sono foto in b/n. Ci sono tecniche raffinate per trasformare le foto considerate 'piatte' o 'chiuse nelle ombre' o 'non abbastanza sature'. Tutto questo è una prigione mentale. Ora non ho il link a un video emblematico, un bravissimo fotoritoccatore che mostra come ha portato una piatta, chiusa visione aerea notturna di Milano ad essere un croccante paesaggio colorato. La gente si aspetta questo, ma il mondo è anche altro.
La tua foto ripresa nonostante manchi la luce dell'alba, in una condizione che di regola viene scartata, è l'evasione dalla prigione che dicevo sopra. Forse può essere portata a una corrispondenza più stretta con la percezione umana (non con gli stereotipi visivi, quelli è meglio lasciarli ai fotoritoccatori che inseguono i gusti attuali), comunque è una bella immagine che non solo racconta il paesaggio di Torino ma ci dice anche: guardate, ci sono immagini del mondo che vale la pena esplorare anche se non hanno la 'croccantezza' che la gente si aspetta. Del resto, le immagini non sono patatine come pensano tanti fotografi e fotoritoccatori, sono atti di conoscenza, di affetto, di devozione addirittura come dice Guido Guidi.
Poi a me quella vista così bella con le montagne che fanno come da fondale, da secondo livello della realtà dopo la realtà della città piace da matti. Mi ricorda anche la copertina del libro
Torino fatta ad arte che è l'incontro tra il pittore Giacomo Soffiantino e lo scrittore Dario Voltolini che ha scritto meravigliose descrizioni di Torino.
https://www.edt.it/libri/torino-fatta-ad-arte (https://www.edt.it/libri/torino-fatta-ad-arte)
Anche a me piacciono e la prima documenta una situazione in cui mi sono trovato diverse volte
GIorni fa, Ginni aveva scritto...
Citazione di: Ginni il Martedì, 02 Febbraio 2021, 11:34:55
Un altro Torinese che usa il Foveon, allora non sono il solo!
Per il Foveon, sicuro :si:
Invece, quanto a torinese, beh....parliamone ::) Diciamo che sono piemontese quanto altri amici del forum sono abruzzesi ;)
Il prossimo raid fotografico vorrei farlo in Langa, magari prima che arrivi la primavera; nel frattempo è bello anche portarsi dietro l'attrezzatura quando faccio quattro passi in città con la famiglia.
Grazie e saluti
CitazionePrendendo in mano una fotocamera si apre il problema di quale settore del mondo esterno ritagliare con l'inquadratura, è una scelta su cui pesa lo stereotipo della visibilità , cioè la fotografia tende a orientarsi su ciò che è visibile, quindi a cercare le condizioni della visibilità : una certa luminosità , contrasto, e colore se non sono foto in b/n. Ci sono tecniche raffinate per trasformare le foto considerate 'piatte' o 'chiuse nelle ombre' o 'non abbastanza sature'. Tutto questo è una prigione mentale. Ora non ho il link a un video emblematico, un bravissimo fotoritoccatore che mostra come ha portato una piatta, chiusa visione aerea notturna di Milano ad essere un croccante paesaggio colorato. La gente si aspetta questo, ma il mondo è anche altro.
La tua foto ripresa nonostante manchi la luce dell'alba, in una condizione che di regola viene scartata, è l'evasione dalla prigione che dicevo sopra. Forse può essere portata a una corrispondenza più stretta con la percezione umana (non con gli stereotipi visivi, quelli è meglio lasciarli ai fotoritoccatori che inseguono i gusti attuali), comunque è una bella immagine che non solo racconta il paesaggio di Torino ma ci dice anche: guardate, ci sono immagini del mondo che vale la pena esplorare anche se non hanno la 'croccantezza' che la gente si aspetta. Del resto, le immagini non sono patatine come pensano tanti fotografi e fotoritoccatori, sono atti di conoscenza, di affetto, di devozione addirittura come dice Guido Guidi.
Poi a me quella vista così bella con le montagne che fanno come da fondale, da secondo livello della realtà dopo la realtà della città piace da matti. Mi ricorda anche la copertina del libro Torino fatta ad arte che è l'incontro tra il pittore Giacomo Soffiantino e lo scrittore Dario Voltolini che ha scritto meravigliose descrizioni di Torino.
https://www.edt.it/libri/torino-fatta-ad-arte
D'accordo su tutto il fronte.
Questa foto mi ricorda un'altra notturna - forse proprio di PP - in cui parlammo del senso di intimità che comunicava (umani che si proteggono dalla Notte e dalla irriducibile pericolosità dell'Universo, culla e carnefice): la notte ancora incombe, la natura è possente. Esili luci di lampioni ci ricordano la nostra presenza nel mondo. Tepore. Visibilità .
vi ritaglio un pò:
Citazione(....)
un bravissimo fotoritoccatore che mostra come ha portato una piatta, chiusa visione aerea notturna di Milano ad essere un croccante paesaggio colorato. La gente si aspetta questo, ma il mondo è anche altro.
(...)
Poi a me quella vista così bella con le montagne che fanno come da fondale, da secondo livello della realtà dopo la realtà della città piace da matti. Mi ricorda anche la copertina del libro Torino fatta ad arte che è l'incontro tra il pittore Giacomo Soffiantino e lo scrittore Dario Voltolini che ha scritto meravigliose descrizioni di Torino.
https://www.edt.it/libri/torino-fatta-ad-arte
Citazione
D'accordo su tutto il fronte.
Questa foto mi ricorda un'altra notturna - forse proprio di PP - in cui parlammo del senso di intimità che comunicava (umani che si proteggono dalla Notte e dalla irriducibile pericolosità dell'Universo, culla e carnefice): la notte ancora incombe, la natura è possente. Esili luci di lampioni ci ricordano la nostra presenza nel mondo. Tepore. Visibilità .
Sebbene cercassi il sole all'alba, la città era lì e mi piaceva quello che vedevo nel mirino.
Nella moderata manipolazione in SPP ho cercato di rendere più evidenti le montagne sullo sfondo e poi quegli sbuffi caldi di vapore dai tetti delle case, che rivelavano la presenza di persone che immaginavo appena sveglie. Tutto poco croccante ma molto umano
Saluti