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Appunti su filtro IR e AF delle SD.

Aperto da Italo, Martedì, 20 Gennaio 2015, 19:35:23

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leleros

Ho preferito allacciarmi a questo topic perchè si parla di BF-focus, e in una certa maniera il mio quesito porta proprio a questo: lo spostamento del piano di messa a fuoco.
Cerco di spiegarmi meglio.. ci provo. Le viti che intendevo sono le solite due, quelle che regolano i due specchi MF e AF; le distanze (è la medesima ma detto al plurale) sono la distanza dal sensore  |---> X  al piano di messa a fuoco.

La scena si presenta così:
macchina tarata a tutta apertura con specchio principale perfetto, non teniamo conto dello specchio secondario (AF) in questa sede perchè l'ottica di riferimento è un FISSO MF; attrezzatura su cavalletto, focus chart lo stesso; primo scatto a diaframma tutto aperto, risultato: rasente la perfezione anzi ad essere pignoli un leggerissimo e impercettibile front focus >>> secondo scatto diaframma chiuso per metà, risultato: leggero back focus >>> terzo scatto diaframma tutto chiuso, risultato: impossibile rilevarlo ma (seguendo il buon senso) temo in un peggioramento del BF, anche se in tutta chiusura, è bene dirlo, è d'importanza irrilevante o nulla.
  • Rosario
     

Italo

Non vorrei apparire troppo "rompi.." ma la tua descrizione è troppo generica per ipotizzare l'insorgenza di fattori in apparenza non influenti sul fenomeno osservato.  O:-)

CitazioneLe viti che intendevo sono le solite due....
Quello che mi ha "spiazzato" è il plurale, visto che si intende solo MF.

Citazionele distanze (è la medesima ma detto al plurale)...
Mi aspettavo che "quantificassi" la distanza... chessò 1m, 10m...

Citazionesecondo scatto diaframma chiuso per metà...
Quantificare "metà" in valori "f".

Citazioneterzo scatto diaframma tutto chiuso...
Quantificare "tutto chiuso" in valori "f".

Descrivere anche la procedura del test... suggerisco: macchina su treppiede inclinata di 45° su mira orizzontale posta su tavolo a circa 1m.
Ho cancellato questa procedura appunto perché a quella distanza di ripresa la posizione di corretto fuoco può essere ingannevole in quanto lo sfuocato non è simmetricamente lineare attorno al punto ottimale.... molto più sfuocato in front che in back per cui, chiudendo, non è attendibile il punto medio della zona a fuoco.
Per essere attendibile la posizione di front/back focus, la profondità di campo relativa deve essere trascurabile rispetto alla distanza di ripresa, per questo (per la taratura specchi) ho consigliato l'uso di una lunga focale su mira molto lontana (almeno 50m).
  • Italo
     
Sigma DP2m+SD10_17-70:2,8-4,5__Summicron 50:2__1800:6 autocostruito.
Mitsubishi 10x15-20x30 sublimation printers.

leleros

Italo mi piaci perchè sei così! ma non diciamolo alle nostre signore ::)  :D

SD14 + 135 3.5 zeiss M42 tre diaframmi utilizzati rispettivamente f3.5, f8, f22; distanza sotto i 4metri, test di mira a luce ambiente (no flash) e con scatto remoto, ma nello specifico macchina in bolla su cavalletto e cartoncino test inclinato 45° su tripode.
Questa prova (di cui non conservo più le prove) è nata da un ritratto a mio figlio... accadeva che sistematicamente (in interno e con flash) puntavo il fuoco sull'occhio più vicino a diaframma f3.5, chiudevo a f5.6 e il fuoco non era più lì, di poco ma le ciglia non erano taglienti... all'inizio mi son detto: vabbè.. si è mosso oppure ho sbagliato io, poi ho visto che la bilancia pendeva sempre dallo stesso piatto e che gli scatti a 3.5 erano più "definiti" di quelli più chiusi; da qui in poi ho creduto in un ottica con problemi di personalità :)) e l'ho sostituita con un altro 135 (quello del topic sui fiori) che non ho avuto ancora tempo per metterlo alla frusta.
Nei giorni a seguire ho letto su un libro che il mio problema è noto ma non si presenta in tutte le ottiche, nello stesso paragrafo si parlava anche dello spostamento del piano di messa a fuoco in seguito all'aggiunta di un filtro rosso
  • Rosario
     

Italo

Citazione...ma le ciglia non erano taglienti...
Guarda che risoluzione e contrasto sono direttamente proporzionali all'apertura, ma generalmente anche i difetti ottici per cui, a seconda che in una lente prevalga uno o l'altro, si ottengono risultati contrastanti.
Alcune ottiche a tutta apertura sono fantastiche, ma solo al centro, chiudere omogenizza progressivamente il dettaglio sull'intero campo, migliorandolo ai bordi e peggiorandolo al centro... basta guardare una curva MTF qualsiasi: al centro e a tutta apertura parte dal punto più alto di risoluzione.

Ciao, adesso vado a scodellare pasta e fagioli.  8)
  • Italo
     
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