Linux vs Mac OS vs Windows: chi ha copiato chi?

Aperto da Sardosono, Lunedì, 04 Novembre 2013, 15:43:07

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Sardosono

Da poco ho assistito ad una discussione tra linuxiani vs windowsiani vs macosxiani, assolutamente civile ma tanto accesa quanto piena di "bufale" e "leggende metropolitane". Quando sono stato interpellato e messo nella scomoda posizione di "arbitro" per dirimere la questione, ho tagliato corto ed ho cominciato con: "Ragazzi... ne aveste detto almeno mezza giusta fra tutti e tre...!!!"

Visto che sul nostro forum ci sono utenti di tutti e tre gli ambienti, ritengo di fare cosa gradita inserendo una "nota storica" sull'argomento, in modo da consentire ad ognuno di sapere cosa rispondere, qualora dovesse trovarsi coinvolto in una simile disputa.
Perché succede, ahi ahi se succede...

Linux vs Mac OS vs Windows: chi ha copiato chi?

Il capostipite riconosciuto dell'ambiente desktop come noi lo conosciamo oggi nelle sue varie interpretazioni (win e unix) nasce nel giugno del 1982 per mano di Bob Scheifler e di Jim Gettys. Si chiamava "X Window System" (o più brevemente XWindow o semplicemente X) e girava originariamente sotto Unix su PDP 11 della Digital e successivamente anche su VAX. La prima versione pubblica e matura è del giugno 1984; il progetto fu completato il 15 settembre 1987 con la versione 11 e da quel momento venne universalmente chiamato X11, anche se il nome formale è UGI, Unix Graphical Interface. Quello stesso anno fu adottato, con pochi cambiamenti, da Digital, IBM, HP e, soprattutto, dalla Sun Microsystems, che ne riadattò una versione appositamente per le sue famose e storiche stazioni grafiche Apollo integrandolo nel proprio sistema operativo SunOS. A partire dall'anno successivo, tale impostazione fu "adottata" prima da Microsoft con Windows 286/386/3.x, poi da IBM con OS2 e poi ancora da Microsoft con Windows '95 e successivi. Dallo stesso X11 si sono poi evoluti anche tutti gli ambienti grafici per unix, compresi GNOME e KDE. Nel 2005 X11 è stato ripreso come fondazione Xorg ed esiste ancora.

Anche la prima versione del Mac OS è del 1984, precisamente del gennaio (quindi precedente di solo cinque mesi ad X) ed era un rifacimento completo del Lisa di Apple del 1983. Il gruppo di sviluppatori era meno numeroso di quelli di X, e può essere riportato integralmente, in ordine alfabetico: Bill Atkinson, George Crow, Chris Espinosa, Andy Hertzfeld, Joanna Hoffman, Jerry Manock, Jef Raskin, Burrell Smith.

Ora, che Windows abbia copiato da X11 - e non da Mac OS - è palese ed anche ufficiale. Ma Mac OS e X11, pur nascendo contemporaneamente, sono basati sulla stessa identica filosofia ed hanno talmente tanto in comune che viene naturale domandarsi: chi ha copiato chi? La risposta è che hanno copiato entrambi, e precisamente dalla XEROX.

La scrivania virtuale, il mouse a TRE tasti ed il chord-pad (o chord-keyset, tastierino a cinque tasti in croce che troviamo in tutte le tastiere) furono inventati nel 1968 (sì, esatto, avete letto bene: MILLEVOVECENTOSESSANTOTTO) da Douglas Engelbart, che cedette in prestito temporaneo il diritto di sperimentazione alla XEROX.
Per essere rigorosi la scrivania virtuale fu ideata precedentemente da Evans e Sutherland, ma mancando dell'idea del mouse, era basata su un diverso tipo di interazione. Engelbart si rendeva conto che l'idea di base era buona, ma che mancava di qualcosa... ed inventò il mouse!

Il primo computer ad implementare la scrivania virtuale come base del sistema operativo fu il "Conceptual Computer XEROX ALTO", ideato da Butler Lampson (che mise insieme le idee di Evans, Sutherland e Engelbart) e progettato principalmente da Chuck Thacker; fu prodotto dal 1972 fino al 1980 in circa 2000 esemplari, ma mai commercializzato al pubblico. Ed è dunque l'ALTO - e nessun altro - il vero capostipite dei sistemi operativi moderni.

Nel 1981 la XEROX mise finalmente in commercio il rivoluzionario "Personal Computer XEROX STAR", il primo computer con interfaccia grafica mai commercializzato al mondo. Inutile dire che la tastiera comprendeva anche ben DUE meta-tasti oltre al tasto Control, nonché un tastierino numerico separato alla destra e, naturalmente, un mouse a TRE tasti. Tutto il software - sia lo STAR sia l'intero sistema operativo sottostante, chiamato PILOT - era scritto in MESA, una versione industriale del Pascal, che lo rendeva incredibilmente veloce per quei tempi. Ah, quasi dimenticavo: gli STAR nascevano dotati di interfaccia di rete di tipo ethernet e di software di condivisione, per essere collegati in locale ESATTAMENTE come facciamo oggi!!!

Purtroppo il sistema non ebbe successo in quanto era troppo in anticipo sui tempi: in un momento nel quale doveva ancora diffondersi ed essere digerita l'idea di un personal computer, un'interfaccia grafica e l'interconnessione apparivano davvero troppo fantascientifici e scoraggianti per i non addetti ai lavori.

Conclusione, chiunque sia abbastanza "stagionato" da aver visto uno XEROX ALTO o uno STAR almeno una volta, SA che sia Mac OS sia X11 sono copie SPUDORATE - e con funzionalità molto più limitate! - dell'ambiente grafico e concettuale ideato compiutamente da Thacker nel 1969/70 e realizzato dalla XEROX dal '72 in poi. Il che comunque non è mai stato un mistero, perché fu dichiarato ufficialmente da Bill Atkinson e Jef Raskin, i quali, durante il periodo di sviluppo della prima versione del Mac OS, furono ospitati presso i laboratori XEROX dove fecero un full-immersion di oltre un mese, alla fine del quale scoprirono e dichiararono che: "(...) tutto quel che ci serviva era già stato inventato!".





Ci sarebbe ancora tanto altro da dire, ma diverrebbe noioso ai più e dunque la chiudo qui, sperando di aver comunque fatto cosa gradita.
Per chi fosse curioso, allego il grafo di connessione delle principali interfacce grafiche (descrittive e di rendering).
Se vi sembrano troppe, sappiate che quelle di secondaria importanza sono almeno tre volte tanto e che il grafo è aggiornato al solo 2003!
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto - o non soltanto - per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE

BeSigma

...bene bene... quanto possono valere oggi uno STAR o un XEROX ALTO funzionanti??? credo di averne visto qualcuno, ma è top secret...
come se... ridendo dei miei demoni, tenessi fra le mani gli angeli...
SD9 + SD10 + SD14 + SD1 + Dp1s + Ottiche serene variabili

http://www.flickr.com/photos/matlin78/

lorenz_nzo

Bello grazie!

Qualcosa sapevo, ma non così dettagliato.

Agli appassionati consiglio "I pirati di silicon valley"

CharlySierra.X3F

Ciao Antonello.

Bellissima storia rievocativa e informativa.....

L'ho proprio gustata ......  Grazie  :bat:

A quando la prossima puntata ?

Ciao

Carlo

naphtha

Canon 6D - Cosina 19-35mm

albertux

DP2Merrill

Aquila

Ciao, ho scoperto questo post solo oggi. Inizialmente credevo ti riferissi all' o.s. ma poi ho capito che il tuo riferimento é al desktop.

mr_floppy

Aggiungo però che i computer Xerox costavano un botto all'epoca delle loro uscite, molto più della concorrenza.
a.
"Ascoltare attentamente i pattern rivela l'essenza della musica [...] La musica è capace di comprendere ogni cosa. È un'esperienza dirompente, è un compendio al rallentatore di tutto ciò che sia mai accaduto alla gente"
Ian Williams

Sardosono

Citazione di: mr_floppy il Mercoledì, 21 Ottobre 2015, 11:57:55
Aggiungo però che i computer Xerox costavano un botto all'epoca delle loro uscite, molto più della concorrenza.
Lo STAR (l'unico personal computer mai commercializzato dalla XEROX) costava certamente un botto (circa 12.000 dollari!), ma dal 1981 fino al 1984 fu l'unico computer con ambiente grafico, quindi di concorrenza non ce n'era! Ma anche dopo l'84 non c'era realmente concorrenza, perché quando andò fuori produzione comunque era ancora (e tale rimase per vari anni) l'unico in grado di lavorare in rete locale, ed era anche di oltre un'ordine di grandezza più veloce di qualunque altro personal computer (la velocità di elaborazione in mips dello STAR fu raggiunta dalla concorrenza intorno al 1987, se non ricordo male).
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto - o non soltanto - per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE