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Chiesa romanica con gatto

Aperto da edecapitani, Venerdì, 11 Agosto 2023, 00:19:26

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edecapitani

Sono al mare e quando sono al mare amerei trascorrere le ore del giorno, soprattutto le più calde, in spiaggia, disteso sotto il sole per brunire le mie membra statuarie e marziali ma, essendo un vecchio cattolico brianzolo represso  bigotto e moralista, talvolta mi sottraggo ai piaceri dell'elioterapia e lascio la salutifera rena, la pacificante visione di glutei d'ogni età sesso e dimensione, di inespugnabili castelli di sabbia con le quattro torri a forma di secchiello, di draghi di gomma acciambellati attorno a bimbi urlanti, di giovani che chattano o flirtano o si immergono nelle meraviglie sonore di Fedez o di ho visto lei che bacia lui che bacia me... lascio tutto questo ben di dio, lascio l'ombrellone e la sdraio, salto in sella al mio polveroso Duster e risalgo i tormentosi asfalti crepacciati di qualche valle interna delle Marche per fotografare un borgo disteso a su un crinale o una vetusta chiesa romanica e, mentre fotografo la chiesa in solitudine, canto antiche melodie dei secoli bui.
Così, in questo spirito di penitenza e contrizione, un bel mattino saluto Irena e Blackie e m'inoltro nella valle del Chienti dove mi attendono due chiese romaniche.

La prima è San Claudio che, stando a una teoria che non valuto, è la vera Aquisgrana di Carlo Magno, nel cuore della Francia Picena a tre giorni di cavallo da Roma e dal papa.
Comincio a fotografare l'esterno, la fronte occidentale, poi quella orientale e poi le altre di questo magnifico cubo di mattoni e pietra modulato su tre lati e su due angoli dalle seducenti rotondità delle absidi e delle torri. A un certo punto mi accorgo che in ogni scatto, su ogni lato della chiesa, appare un gatto tigrato, sempre lo stesso mi sembra. Come fa ad essere ovunque? Che sia lo spirito di Carlo Magno anche lui penitente e in cerca della celeste Aquisgrana picena? Poi i gatti diventano due, tre... una piccola comunità di gatti carolingi, tutti tigrati, tutti dello stesso colore, vassalli e cavalieri del Carlomagno felino.

Trascorrono le ore, gli scatti e i gatti, le melodie, le strade e le chiese, le narrazioni dei custodi locali intorno alle gesta di Carlo Magno re dei Franchi piceni e i discorsi di un vecchio parroco sui tristi tempi moderni, il sole è ormai alto e ho promesso di tornare per un meriggio balneare ma, prima della spiaggia, c'è Blackie... gli racconterò di Gatto Magno e dei gatti carolingi  mentre trotterella orgoglioso tra le vie del suo regno alzando la zampa su tronchi e verzure. Perché Blackie, ovunque vada, prende possesso delle sue terre. È lui Carlo Magno e io, devo riconoscerlo, son suo vassallo.

  • Enrico
     

OneFromRM

Davvero pregevole.
Ma non è brutto nemmeno l'edificio.

andrea948

:si: sempre complicato raddrizzare le linee in questo genere di scatti... :)
  • Andrea
     

Eros Penatti

Per il quieto vivere, lascio a casa le fotocamere quando vado al mare  :(
Purtroppo mi devo sorbire Fedez e tutti quelli che si baciano con tutti...
Scatto complicatissimo, noto le linee dritte ma a livello di prospettiva c'è qualcosa di strano.

edecapitani

Grazie a tutti dei commenti.
Raramente le linee sono dritte nelle architetture medievali. Lo stesso giorno  ho fotografato una parete tanto incurvata da sembrare una distorsione dell'obiettivo. Inoltre questa foto, che non avrai condiviso se non fosse per il gatto, è presa proprio da sotto per evitare un fastidioso palo della luce. Se si guardano le fotografie di chiese scattate negli anni Sessanta/Settanta c'erano meno ostacoli. In compenso oggi ci sono stati fatti molti restauri, a volte ben fatti...
In questi caso ho fotografato due chiese in una mattinata, perché ero in vacanza e non ero da solo ma attualmente il modo di procedere è fotografare un solo edificio nell'arco di una giornata sfruttando le diverse illuminazioni naturali e provando i più svariati punti di ripresa. Nonostante ciò a volte si verificano problemi che non posso risolvere se non con compromessi e con la consapevolezza che il mio scopo primario è documentare per i miei fino didattici. Mi consola constatare che alcuni problemi non vengono risolti neppure da studi professionali che lavorano per case editrici specializzate.
Detto questo i commenti critici mi sono estremamente preziosi perché mi aiutano a capire fino a che punto il compromesso è efficace. Di nuovo grazie
  • Enrico
     

Marco_M

Sempre molto interessanti i tuoi reportage, Enrico!  :si:
Lo scatto è strano perché alcune linee verticali vanno a fuga verso l'alto e altre verso il basso. Forse nel raddrizzare hai preso a riferimento delle parti di costruzione che non erano verticali di suo..
  • Marco
     

Met

Oltre al fatto, che le linee verticali non sono tutte parallele e non convergono tutte allo stesso fuoco (come ha giustamente sottolineato Enrico), questo è un problema di percezione umana: il nostro occhio non digerisce bene le verticali tutte parallele. La dimostrazione è che, anche la correzione automatica in lightroom genera delle verticali che tendono a convergere leggermente verso l'alto. A volte è meglio non raddtizzare del tutto le verticali.
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

edecapitani

Infatti spesso non si raddrizza totalmente per ammorbidire l'effetto ottico. In questo caso ho scattato in bolla (ma le sigma hanno un certo gioco con la bolla) e ho raddrizzato in automatico con PS. Ma, ripeto, trovare la quadra è anche questione di gusti e abitudine. Per esempio, ho fotografato la parte absidale di questa chiesa con 4 fotocamere (2 dp, la sdq e la R5) e con diversi obiettivi, da vicino e da lontano, col cavalletto controllando le bolle ma non c'è una foto in cui i due transetti risultano sullo stesso piano come dovrebbe essere... dovrebbe ma non è.
Fotografo da anni il duomo di una città vicina alla mia, in tutti i modi possibili, eppure i conti non tornano mai ci sono sempre linee in fuga verso l'alto e verso il basso e ritengo che gli spigoli della stessa parete non siano realmente paralleli e se guardati di taglio credo si incrocino o a X. Sarebbe utile poter visionare le misure effettive. Penso che alla fine uno debba trovare la soluzione che ritiene più accettabile per l'occhio e che non inganni troppo sulle forme. Per esempio a volte, anche nelle fotografie frontali col grandangolo, taglio i margini -e le penso con i margini tagliati fin dall'inizio- perché i rettangoli verticali che diventano orizzontali mi danno fastidio. Bisogna ammorbidire evitando che le linee siano evidentemente convergenti...
In questo genere Rino è a maggior ragione maestro e infatti spero che aggiunga alle sue proposte lezioni sulla fotografia di architettura. Recentemente ha inserito in un mio post una foto delle absidi di S. Giovanni in Venere in cui il piano è evidentemente inclinato e secondo me funziona perfettamente, è forse la più bella fotografia a me nota delle absidi di S. Giovanni.

Infine ci sono dei casi in cui io non ammorbidisco affatto perché voglio dare un senso dell'incombenza che dal vero è molto forte. Spesso si ottiene questo effetto fotografando da sotto in su, accentuando le linee convergenti ed escludendo le parti più basse. Così però diviene incombente anche un architettura che in realtà non lo è più di tanto. La fotografia con le linee dritte e non ammorbidite del transetto di Cluny disorienta ma secondo me fa percepire le dimensioni immani di una chiesa in gran parte perduta e che era immensa.
Un ultima considerazione: nessuna fotografia di architettura, per la mia esperienza, è fedele alla realtà: per esempio una foto scattata di taglio e con le linee diritte con un grandangolare trasforma una torre a pianta quadrata in pianta rettangolare. Quindi con la singola foto bisogna decidere cosa si vuol dire attraverso le traduzioni e i tradimenti della realtà fotografata. La mia foto mette a confronto un volume architettonico non grandissimo ma secondo me imponente, una permanenza secolare, con un piccolo gatto che va per la sua strada e che ha i colori caldi della pietra. È un gatto romanico.
  • Enrico
     

andrea948

E' estremamente complesso fare foto di architettura, oltretutto su edifici antichi, sui quali, come da tè detto, ci sono dubbi sulle reali perpendicolarità delle linee, figuriamoci... Comunque per questo genere fotografico l'unico strumento che può dare una rappresentazione ragionevolmente reale è il banco ottico, ma ahimè funziona a pellicola... :))
  • Andrea
     

edecapitani

Ci sono anche banchi ottici che portano i dorsi digitali ma anche la soluzione con flexicam di Silvestri con un corpo superFF e ottiche adeguate comporta un esborso molto alto. Per ora la dp0 (o la FFF col 14 quando ci sarà) e i decentrabili di Canon rispondono alle mie esigenze.
  • Enrico
     

Rino

Mi pareva di aver commentato questa foto, ma forse l'ho fatto su Facebook.
Bella e confermo quanto siano storte e fuori bolla le chiese romaniche, ma a dire il vero questi difetti si riscontrano anche in edifici ben più moderni ed ho avuto un bel po' di problemi a Torino, non ricordo con quale edificio, visibilmente storto.

Casa mia, che dovrebbe avere una pianta perfettamente rettangolare, invece è un po' sghemba e me ne sono reso conto quando ho comprato i mobili ad angolo del soggiorno: se toccavano una parete, non toccavano l'altra di almeno 1 centimetro. :)