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Rotoballe

Aperto da edecapitani, Sabato, 04 Luglio 2026, 17:13:13

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edecapitani

Condivido qui nonostante l'esiguità della parte fotografica (immagini non foveon)


La Muzza a Villambrera


La rotopressa espelle la rotoballa


La rotopressa a cavallo dell'andana raccoglie il fieno






Quando ero bambino, nei felici mesi estivi trascorsi in Brianza, mi rallegrava la vista dei covoni di fieno. Qualche volta i covoni diventavano teatro delle nostre avventure cavalleresche e corsare: eravamo una masnada di birichini, fratelli cugini e compagni, con un leader impavido fino all'eccesso, costruttore di coffe e garitte ad altezze vertiginose sui rami del Boscone, abilissimo nel fabbricare e maneggiare fionde. Io non ho mai avuto la tempra del leader e nemmeno quella del gregario, sono sempre stato un battitore solitario col piacere della compagnia, talvolta un po' ruvida magari; per nulla impavido, ho comunque coltivato il gusto dell'esplorazione, al confine delle mie vigili paure; le fionde le facevo anch'io, un po' sbilenche ma funzionavano... abbastanza.

Nei lunghi e felici mesi urbani, terminate le ultime scorribande autunnali, i covoni ricomparivano nei miei disegni scolastici contendendo le pagine del quaderno a quadretti ad altri miti della mia infanzia: la trebbiatrice, il Campanone della Brianza, il Boscone e la facciata della Certosa di Pavia.

Oggi al posto dei covoni ci sono le presse prismatiche o le rotoballe, prodotto finale di un processo meccanizzato di fienagione, pur regolato dalla necessaria sapienza contadina: dopo lo sfalcio, l'erba foraggera - spontanea o seminata - deve essere sparsa sul campo e più volte rivoltata per ottenere un'essiccazione uniforme ed evitare la formazione di muffe e funghi sulle superfici a contatto col terreno; allo stesso tempo però, si deve mantenere l'umidità necessaria a garantirne l'integrità perché è la foglia che il bovino e la capra amano gustare. Una volta essiccata l'erba, con l'ausilio del ranghinatore trainato dal trattore, la si accumula in lunghe strisce - le andane - che facilitano la successiva fase, la formazione delle rotoballe appunto, le quali vengono infine raccolte e stoccate nei magazzini. Il tutto lo si deve compiere al tempo e nei tempi opportuni e valutando il tempo meteo, le escursioni termiche...
Le rotoballe non hanno la poesia dei covoni ma offrono una piacevole e calda visione, almeno se imballate in rete e non in rivestimenti di nailon (rete o nailon vengono applicati dalla stessa macchina che produce le presse).

Una sera di giugno appena trascorso mentre oppresso dalla calura mi facevo trascinare al guinzaglio dall'ottimo signor Blackie lungo la Muzza a Villambrera, indugiai incantato a rimirare un trattore che, veleggiando a cavallo delle andane, risucchiava avidamente la giusta quantità di erba essiccata nella rotopressa al traino, per poi evaquarla a intervalli più o meno regolari, in forma di cilindri di fieno pressato... e senza nailon.

Ad accendere la mia attenzione sull'evento agreste, furono il sole basso che inondava di luce il campo e il signor Blackie. Quando deve concedere all'ambiente i rifiuti della sua digestione, il nostro lupo domestico è assai esigente e solo in circostanze disperate o per nostra colpevole incuria imbratterebbe un marciapiede. Al momento del bisogno, conduce un'accurata ispezione sul territorio, annusandone nel dettaglio ogni essenza e produce infine le sue artistiche pigne solo dopo aver individuato la giusta location: tronchi di nobile tiglio o altro legno sufficientemente dignitoso oppure soffici mucchi di foglie secche; preferibilmente però, sceglie rigogliosi ciuffi di erba verdeggiante con adeguato grado di freschezza e aroma cosicché, le successive operazioni di recupero e smaltimento si svolgono per noi in ambienti naturali estremi, dovendo cercare i cilindretti organici nel fitto d'intricate microgiungle.

Accadde dunque quella sera che proprio sul limitar del campo apparecchiato per la fienagione, respirando l'aria pura cont i sò graditi odor, al signor Blackie gh'è vegnùuu l'ispirazion e dopo lunga ricerca prese posizione sopra un cespuglio di gigli selvatici e, delicatamente, depose. Io lo vedevo esattamente in asse col trattore che nel suo zizzagar tra le andane, s'era giusto fermato per espellere il suo cilindro di fieno: paralleli i due corpi - la macchina e il lupo - illuminati dalla luce dorata della sera, i musi rivolti a nord, puntati verso il profilo irsuto e lontano dell'amata Grignetta, paralleli e sincronizzati i due cilindri espulsi...
Un po' per la fuggevole natura dell'evento, un po' per rispetto della privacy non ebbi né prontezza né cuore di fotografare quell'insolito cimento parallelo; naufragò invero la mia anima nel mare dei ricordi e della contemplazione, o più precisamente pensieri memorie tempo e sensazioni furono risucchiati e compattati nella rotopressa della mia angusta mente, da tempo essiccata, guastata ahimè da muffe nocive e anch'essa foriera di rotoballe, cosicché, a conti fatti, in quel declinar del giorno a Villambrera vi fu una triplice e parallela produzione di balle.
  • Enrico
     

Rino

Mi piace il racconto quanto e più delle foto. ;)
Occhio al refuso finché puoi correggerlo: "trascinare al guizaglio".

edecapitani

  • Enrico
     

OneFromRM

Bello il racconto e ti ringrazio anche per avermi istruito su argomenti che (da cittadino) ignoravo... salvo ammirare le balle di fieno


Dagli archivi fotografici di mia zia, in quel di Matelica (Camerino)

edecapitani

Questo è un supercovone!
  • Enrico
     

agostino

Veramente notevole. Tu sei Scianna e Sciascia nella stessa persona.
Data la suggestione potente della doppia espulsione, mi permetto di correggere

evaquare in evacuare laddove il vuoto, vacuus, ne è etimo.

Anche la merda ha la sua nobiltà (e il fieno è il presupposto di altre evacuazioni, spesso post rigurgito bovino, che saranno foriere di terreni fertili per nuove arature, nuove evacuazioni della macchina, nuove evacuazioni intestinali. Altro che il ciclo dei rifiuti urbani che ci raccontiamo come il sol dell'avvenire dell'ecologia. Tutte balle).
  • Agostino
     
Sigma SD Quattro + 18-35 Art; Fuji XE1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 45 +90 mm.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

edecapitani

Grazie mille Agostino, anche della correzione. Mi era sfuggito, come quello segnalato da Rino. Due errori di il ortografia in un testo sono per me una conquista,vai tempo della scuola i miei insegnanti mi davano il doppio voto: uno per contenuto forma e sintassi, uno per l'ortografia. Penso di essere stato disgrafico
  • Enrico
     

Met

Non sarà stato un rarissimo leopardo di montagna, d'accordo. Però ci vedo lo stesso spirito nel sospendere lo scatto di fronte alla doppia evacuazione in parallasse. Il racconto è coinvolgente, come sempre. Grazie.

Comunque, quando vedo le rotoballe, cosa che in Alto Adige succede più o meno con la frequenza di un'eclissi solare, penso subito a Franco Fontana. Probabilmente è stato il primo a trattarle non come intruse da lasciare fuori dall'inquadratura, ma come vere protagoniste della composizione paesaggistica. Prima di lui erano solo balle di fieno.
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus