Dissolvenza [Sigma fp + 105 mm DG DN macro]

Aperto da Met, Venerdì, 16 Ottobre 2026, 08:07:04

Discussione precedente - Discussione successiva

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Met

Fading at Calascio

Cresta montuosa a nord del Gran Sasso, ripresa da Calascio.
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

edecapitani

Mi piace molto, coglie li spirito di quei luoghi
  • Enrico
     

Rino

CitazioneCresta montuosa a nord del Gran Sasso, ripresa da Calascio.

Bella! Ho gironzolato molto in quella zona tanti anni fa, ai tempi dell'analogico, quando Rocca Calascio era un mucchio di case disabitate e pericolanti.

EXCEL

Ciao Met, conosco bene questo orizzonte a strati da sopra Calascio. La tua foto rende merito alla bellezza del posto (il mio piccolo tibet).
Di solito foto come queste le preferisco bn, il colore non aggiunge nulla, ma qui il contrasto tra il ciano del cielo ed i colori caldi della terra hanno un equilibrio. E poi è sempre una lettura soggettiva.

Spostando il tele un pochino piü sulla dx avresti avuto anche il corno grande inquadrato.

Il Gran Sasso lo stanno scoprendo pian piano anche chi ha le Alpi a 30 di auto, parlavo proprio l´altro giorno  con un signore qui a monaco che ci e´ stato con tutta la famiglia l´anno scorso, e´ rimasto sinceramente impressionato tanto da ritornarci questo Gennaio. Tutto il parco nazionale non e´ piü o meno bello rispetto alle Alpi, e´ diverso.

Suggerisco di dare uno sguardo ai lavori di Giulio Speranza e il suo libro sul Gran Sasso, di alto livello (come tutto il trittico sull´appennino centrale).

PS: pianifico anche io un giro sul Gran Sasso questo Gennaio se riuscirò a scendere.
DP1 Quattro
Pentax K-3 Mark III Monochrome
Pentax K-7

agostino

L'Appennino è un tesoro e temo che, con l'aumento delle temperature estive, i suoi paesi diverranno meta di scombinati soggiorni estivi delle persone in fuga dalla città, di chi non ha mai amato la montagna e non sarà in grado di rispettare lo spirito di questi posti per i quali il silenzio e i tempi lenti e desaturati di cose inutili ne rappresentano il valore.
  • Agostino
     
Sigma SD Quattro + 18-35 Art; Fuji XE1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 45 +90 mm.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

Met

Citazione di: Rino il Venerdì, 16 Ottobre 2026, 23:55:12Bella! Ho gironzolato molto in quella zona tanti anni fa, ai tempi dell'analogico, quando Rocca Calascio era un mucchio di case disabitate e pericolanti.

Grazie Rino, tu lo hai conosciuto quando Rocca Calascio era un mucchio di case pericolanti, io ci sono incappato 15 anni fa. Prima che diventasse meta di orde di instagrammer, quelli col cavalletto piantato come per una battuta di caccia.

Sono stato in Abruzzo per la lotta contro le trivellazioni petrolifere in mare e ancor prima per la festa della terra a Casaleincontrada. Terra intesa come terra cruda, non come pianeta: un'altra mia passione. Purtroppo con gli anni è andata un po' scemando come contenuti, ma mi sono ripromesso di tornarci.

Ti invidio parecchio. Pescara, l'Adriatico abruzzese, il Gran Sasso dietro casa. Io vivo a Merano, dove tutti invidiano il paesaggio e le attrazioni, mentre io soffro la chiusura di questo orizzonte verticale e la mentalità corrispondente. Il paesaggio è un bel biglietto da visita, ma non scalda le persone.

Alla fine ci piace sempre quello che è diverso. E se potessi, mi trasferirei volentieri, ma ho imparato anche che ogni medagli ha sempre due facce.
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

Met

Citazione di: EXCEL il Sabato, 17 Ottobre 2026, 09:42:10PS: pianifico anche io un giro sul Gran Sasso questo Gennaio se riuscirò a scendere.

Ciao Roberto, hai ragione, è una lettura soggettiva. È la mia e i colori sono innaturali.

La transizione dal blu al marrone mi piaceva. Però il risultato è più un bianco e nero di quelli colorati a posteriori, che una riproduzione fedele. Quel tratto di Abruzzo, per me, è più caldo e avvolgente. Questo è un esercizio di stile.

Sul corno grande ci avevo pensato: spostando il tele un po' a destra ci sarebbe entrato. Ma avrebbe spezzato l'inquadratura, che si apre a ventaglio da sinistra come una presa di carte in mano a un baro gentile. Per me contava più quel ritmo che la completezza dell'elenco delle cime.

Giulio Speranza lo conosco ed è impeccabile nel biano e nero di paesaggio.

Una proposta per gennaio: l'albergo diffuso di Rocca Calascio è aperto tutto l'anno. Io ci ho soggiornato più volte, in bassa stagione, lontano dalla bolgia. È un posto in cui bisogna entrare in punta di piedi, come ho scritto in questa recensione.

Con la neve potrebbe essere il campo base di un servizio fotografico epico. Sei avvisato.
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

Met

Citazione di: agostino il Sabato, 17 Ottobre 2026, 11:04:14L'Appennino è un tesoro e temo che, con l'aumento delle temperature estive, i suoi paesi diverranno meta di scombinati soggiorni estivi delle persone in fuga dalla città, di chi non ha mai amato la montagna e non sarà in grado di rispettare lo spirito di questi posti per i quali il silenzio e i tempi lenti e desaturati di cose inutili ne rappresentano il valore.

Ciao Agostino, concordo in pieno: l'Appennino è un tesoro. Speriamo che l'Abruzzo resti discreto e non faccia la fine della Toscana o di certe zone delle Marche.

A rischiare non sono solo i turisti da fuga estiva. Ho visto gli abruzzesi stessi correre a frotte a Campo Imperatore per Ferragosto. Arrosticini come se non ci fosse un domani, ed estetica da far west da far accapponare la pelle. Roba da Spaghetti-Oktoberfest, più che da Spaghetti-Western  ::)

Il valore di quei posti sta nel silenzio e nei tempi lenti, come scrivi; sentire il sole sulla pelle e respirare l'odore dell'aria. A volte anche la macchina fotografica è di troppo.

E il silenzio, si sa, è d'oro. Per questo, una volta chiusa la discussione, forse è meglio cancellare il post  ;)
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

agostino

Io ho una casa paterna a Lucoli, presso L'Aquila.
Negli anni ho sempre meno smanie di viaggiare e sempre più voglia di tornarci.
Paesi spopolati dal terremoto del 2009; i vecchi hanno atteso nei villaggi il restauro delle loro case e quando è arrivato  il tempo erano già ospiti del piccolo cimitero.

Forse, se non avessi vincoli familiari e lavorativi, mi trasferirei a viverci.
  • Agostino
     
Sigma SD Quattro + 18-35 Art; Fuji XE1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 45 +90 mm.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

Rino

Citazione di: Met il Sabato, 17 Ottobre 2026, 14:03:26Grazie Rino, tu lo hai conosciuto quando Rocca Calascio era un mucchio di case pericolanti, io ci sono incappato 15 anni fa. Prima che diventasse meta di orde di instagrammer, quelli col cavalletto piantato come per una battuta di caccia.

Ho smesso di andare a fotografare i paesini abruzzesi proprio quando, passeggiando per le stradine, incontravo mezza Pescara e gli abitanti si erano organizzati con cibo e bevande per i turisti. Il periodo peggiore (in senso fotografico) fu quando cambiarono i portoni in legno con delle brutte porte in alluminio, quello argentato. Queste stonature sarebbero state perfette per un certo tipo di reportage, ma non lo erano per me. Quando andavo a fotografare nei paesini 50 anni fa, c'era sempre anche la vecchina che stava preparando pasta e fagioli e m'invitava a pranzo (ero l'unico turista della settimana se non del mese).

CitazioneTi invidio parecchio. Pescara, l'Adriatico abruzzese, il Gran Sasso dietro casa. Io vivo a Merano, dove tutti invidiano il paesaggio e le attrazioni, mentre io soffro la chiusura di questo orizzonte verticale e la mentalità corrispondente. Il paesaggio è un bel biglietto da visita, ma non scalda le persone.

Alla fine ci piace sempre quello che è diverso. E se potessi, mi trasferirei volentieri, ma ho imparato anche che ogni medagli ha sempre due facce.

Mi trasferii a Pescara da Napoli perché mi stava bene la dimensione umana di Pescara e la facilità con cui potevo raggiungere il mare (a 5-10 minuti a piedi da casa mia) per rilassarmi (tranne che nella bella stagione, pieno di turisti) o arrivare in montagna in meno di un paio d'ore. A Napoli 50 anni fa era impensabile pensare di andare a visitare un paesino abbandonato con un solo abitante, ma a Pescara ce n'erano ancora due. Poi, giustamente, la Regione fece dei piani per evitare lo spopolamento di quelle zone ed offrì case a costo zero a chi le voleva restaurare per viverci (non per farci la casa delle vacanze).

Oggi Pescara non è più quella di una volta: non solo è cresciuta, ma è "cresciuta male". Se leggi le polemiche di questi giorni, dei turisti sono venuti a Pescara nei giorni scorsi e l'hanno trovata troppo "morta" e subito i commercianti hanno rilanciato la movida ed i bar pieni di gente ubriaca tutta la notte (parliamoci chiaramente: la gente normale non ha bisogno dei bar aperti tutta la notte, tantomeno fuori stagione) lamentandosi della "Ordinanza Cenerentola" dell'attuale sindaco che aveva posto un limite alle aperture notturne dei bar ed alla somministrazione di alcolici per il giusto rispetto di chi in quelle zone ci abita e la mattina va a lavorare.

Met

Citazione di: Rino il Ieri alle 11:31:25Oggi Pescara non è più quella di una volta: non solo è cresciuta, ma è "cresciuta male". Se leggi le polemiche di questi giorni, dei turisti sono venuti a Pescara nei giorni scorsi e l'hanno trovata troppo "morta" e subito i commercianti hanno rilanciato la movida ed i bar pieni di gente ubriaca tutta la notte (parliamoci chiaramente: la gente normale non ha bisogno dei bar aperti tutta la notte, tantomeno fuori stagione) lamentandosi della "Ordinanza Cenerentola" dell'attuale sindaco che aveva posto un limite alle aperture notturne dei bar ed alla somministrazione di alcolici per il giusto rispetto di chi in quelle zone ci abita e la mattina va a lavorare.

Ciao Rino, le porte in alluminio argentato al posto dei portoni in legno sono il genere di dettaglio che ti fa chiudere la fotocamera nella borsa.
Qui è la stessa cosa. Da noi le hanno fatte a vetri, con il telaio grigio antracite d'ordinanza.

Trent'anni fa Merano era il compromesso migliore per le mie aspirazioni: fare bioarchitettura e mettere su famiglia. Montagne a cinque minuti, un bel clima, una dimensione urbana ragionevole. C'erano ancora i vecchi masi, persone e case da reportage.
Poi la Provincia ha dispensato denari a fondo perduto per non far scappare i contadini di montagna. Tutti hanno goduto di soldi e cubatura extra, e le pensioni con tre camere e il geranio sul balcone sono diventate colossi alberghieri dove il kitsch alpino regna sovrano. Arrivano con la piscina panoramica e il cervo di legno alto due metri all'ingresso.
Poi sono arrivati i mercatini di Natale, i locali chiassosi e gli affitti turistici, e l'identità del posto è stata alterata completamente.

Io abitavo nel vecchio quartiere Steinach, dove esisteva una comunità di persone. Quattro speculatori, con dietro i soliti finanziatori, hanno portato avanti una gentrificazione completa. Ci siamo opposti finché abbiamo potuto, per sentirci dire in sede legale che il diritto al commercio, al business, viene prima del diritto alla quiete e al buon vivere.

Oggi un giovane con un buono stipendio non si può permettere un monolocale in affitto, figuriamoci l'acquisto. Servono almeno due stipendi per non farsi strozzare.
E per cosa? Per avere turisti che bevono spritz in ogni bar, manco fossimo a Venezia, e che arricchiscono l'élite di commercianti e albergatori del centro.

Al cittadino comune restano il casino, lo sporco e una gestione dell'immigrazione che non c'è stata, con la sua bella sacca di microcriminalità.

Anche da noi hanno provato a introdurre "ordinanze Cenerentola", a legislature alterne; un colpo al cerchio e uno alla botte, promesse da marinai e marchette elettorali, che non hanno portato a risultati concreti, perché un'amministrazione che scontenta apertamente una parte dell'elettorato è destinata matematicamente a perdere le poltrone.
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

agostino

"Neanche fossimo a Venezia": neanche Venezia meritava di diventare quello che è,lo abbiamo accettato al punto da poter dire così.

  • Agostino
     
Sigma SD Quattro + 18-35 Art; Fuji XE1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 45 +90 mm.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

Met

Citazione di: agostino il Ieri alle 14:31:50"Neanche fossimo a Venezia": neanche Venezia meritava di diventare quello che è,lo abbiamo accettato al punto da poter dire così.

Perdonami, ho saltato un passaggio: la Venezia di 35 anni fa. Ci ho studiato e lavorato, anche come barista. A quei tempi lo spritz era qualcosa di molto locale e identitario. Io, emiliano, ignoravo cosa fosse. Chiedendo uno spritz a Merano, avresti ottenuto un vino annacquato (acqua con uno spruzzo di vino dentro o viceversa, a sentimento dell'oste).
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

agostino

Citazione di: Met il Ieri alle 15:34:20Perdonami, ho saltato un passaggio: la Venezia di 35 anni fa. Ci ho studiato e lavorato, anche come barista. A quei tempi lo spritz era qualcosa di molto locale e identitario. Io, emiliano, ignoravo cosa fosse. Chiedendo uno spritz a Merano, avresti ottenuto un vino annacquato (acqua con uno spruzzo di vino dentro o viceversa, a sentimento dell'oste).

Ok, grazie
  • Agostino
     
Sigma SD Quattro + 18-35 Art; Fuji XE1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 45 +90 mm.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

Rino

Citazione di: Met il Ieri alle 13:35:58Trent'anni fa Merano era il compromesso migliore per le mie aspirazioni: fare bioarchitettura e mettere su famiglia. Montagne a cinque minuti, un bel clima, una dimensione urbana ragionevole. C'erano ancora i vecchi masi, persone e case da reportage.
Poi la Provincia ha dispensato denari a fondo perduto

Al cittadino comune restano il casino, lo sporco e una gestione dell'immigrazione che non c'è stata, con la sua bella sacca di microcriminalità.

Potremmo usare le stesse parole per Pescara e - temo - per tante piccole città italiane di 50-60 anni fa. Pescara non era un paesino neanche 70 anni fa, aveva un bel centro, fabbriche, turismo balneare e, a breve distanza, la montagna adatta un po' a tutte le esigenze, anche quelle del picnic domenicale ed i vandali zozzoni e urlanti ancora non erano nati.