Piana di Sibari, Cosenza
continua e finisce
Bravo Agostino.
Quando ci vuole un'auto per raggiungere i servizi, nemmeno un immigrato ci vorrebbe stare.
(http://forum.foveon.it/index.php?action=dlattach;topic=9173.0;attach=14120;image)
Per chi vuole approfondire, un'indagine sulle condizioni di vita dei lavoratori immigrati in aree rurali del Sud Italia (tra cui Sibari) è qui (http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/2012-06-21.pdf).
Vedete come la buona fotografia spinge a conoscere :si:
:si: :si: :si: Ottima serie! Ben tornato
Per un caso, in vacanza con me, avevo
https://www.ibs.it/quel-che-resta-italia-dei-ebook-vito-teti/e/9788868437008
Interessante !!
Bella serie ;)
Grazie a tutti.
Rivedendole credo che questa meritasse di essere aggiunta.
Per un pelo di imperfezione nell'inquadratura (qualcosa che dà un impercettibile senso di disequilibrio: sapete cos'è? forse un po' di bombautura centrale) ho mancato di registrare la quiete assoluta che questa situazione comunicava.
Tra la terza e questa, preferirei la terza perché il taglio di questa è un po' dispersivo.
Andrea, hai ragione. Forse la mancanza di equilibrio dipende proprio da come sono posti i volumi rispetto alla terracielo.
Come invece è ben risolto qui:
https://www.google.com/search?q=ghirri&client=ms-android-samsung-rev2&prmd=isnv&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwiAo9-C7bPuAhVO6qQKHbryCb0Q_AUoAXoECBgQAQ#imgrc=LQEfqzvgPAc0TM
Non so se studiando meglio l'inquadratura di poteva fare di meglio.
O bisognava rinunciare.
Sarebbe bello che i fotografi raccontassero quando e perché hanno rinunciato, magari presentando le foto della rinuncia (i libri con i provini, strisciate di negativi stampati a contatto, ne sono un esempio)
Il Fermo e Lucia della fotografia.
Riflettevo: la letteratura trova sempre le parole, forse anche l'arte. La fotografia meno.
Infatti dopo Fermo e Lucia il Manzo trova la quadra.
CitazioneSarebbe bello che i fotografi raccontassero quando e perché hanno rinunciato, magari presentando le foto della rinuncia
mi piace questa cosa Agostino, il mio HD è pieno di scatti non sviluppati, in effetti corrispondono a foto "rinunciate"...
anche se son convinto che una foto si scatta quando si vede dentro qualcosa... per se stessi ovviamente, non per gli altri
Citazione di: agostino il Domenica, 24 Gennaio 2021, 05:25:19
Forse la mancanza di equilibrio dipende proprio da come sono posti i volumi rispetto alla terracielo.
Non so, quando si parla di 'equilibrio' ci si riferisce a una proprietà geometrica un po' misteriosa, c'è un libro di Rudolf Arnheim tradotto come 'Arte e percezione', ma anche Paul Klee ha scritto un grande manuale che gli serviva per l'insegnamento tradotto in 'Teoria della forma e della figurazione'. Berengo Gardin racconta che Emilio Vedova capovolgeva le sue fotografie per controllare l'equilibrio delle masse.
Può essere che questo sia utile, soprattutto utile per chi fa arte, dietro c'è anche il sogno di costruire un linguaggio quasi scientificamente, di scoprire un codice.
Però io considero le fotografie dei testi, e in un testo possiamo trovare una struttura, ma è una geometria molto sfumata, forse più una struttura musicale. Ciò che prende di un testo sono le immagini evocate dalle parole, un mondo che sorge dalle parole e diventa evento: il racconto. Possiamo ricollocare qua e là le masse muovendo l'inquadratura, possiamo trovare delle linee, delle forme, ma non fanno il racconto, o se lo fanno è artificioso, lontano dalla vita e non mi interessa.
Andrea,
cercare come le masse cadono nell'inquadratura è inevitabile. La questione è: farlo per riuscire a comunicare qualcosa di quella situazione e non per esercitare del geometrismo di maniera per fare la foto bella, equilibrata-dunque-vale-di-per-sé o geometrismo strambo.
Siamo al solito discorso.
Quel luogo mi comunicava abbandono e nostalgia per la vita che vi era passata. La luce era giusta, non troppo contrastata per evitare drammatizzazioni inutili. L'equilibrio dei volumi mi serviva a non mettere quello che non c'era o che perlomeno non volevo comunicare. Il "dispersivo" che cogli tu ha anche fare anche con questo
Citazione di: agostino il Martedì, 26 Gennaio 2021, 16:56:04
Andrea,
cercare come le masse cadono nell'inquadratura è inevitabile. La questione è: farlo per riuscire a comunicare qualcosa di quella situazione e non per esercitare del geometrismo di maniera per fare la foto bella, equilibrata-dunque-vale-di-per-sé o geometrismo strambo.
Siamo al solito discorso.
Quel luogo mi comunicava abbandono e nostalgia per la vita che vi era passata. La luce era giusta, non troppo contrastata per evitare drammatizzazioni inutili. L'equilibrio dei volumi mi serviva a non mettere quello che non c'era o che perlomeno non volevo comunicare. Il "dispersivo" che cogli tu ha anche fare anche con questo
Non so, quella della 'geometria' è una questione complicata. Paul Klee e Kandinsky ci hanno scritto dei saggi, non può essere irrilevante.
Eppure personalmente ho un senso di fastidio per la parola 'composizione' perché mi sembra che sotto sotto ci siano solo delle
convenzioni trasformate in
convinzioni. Avevo anche iniziato a leggere il libro di Arnheim 'Arte e percezione' però mi sono fermato al primo capitolo, perché quel suo sforzo di razionalizzare la questione geometria non ha basi e lui stesso ammette all'inizio del libro che non ha alcun modo di dimostrare ciò che dice ma soltanto di attestare che anche altri hanno interpretato visivamente le cose nel modo che descrive. Eh però questa è una convenzione non una verità .
Comunque alla fine me la cavo pensando che
l'effetto geometria in qualche modo c'è, ma è un po' misterioso e preferisco riservarlo all'arte.
E siccome è anche pericolosissimo perché è un attimo <esercitare del geometrismo di maniera per fare la foto bella>, allora vorrei metterlo da parte e comportarmi come se i confini del rettangolino inquadrato avessero soltanto un senso narrativo, per esempio: un oggetto tagliato può essere ciò che nella retorica è la reticenza.
So che in genere si interpreta una fotografia riuscita come incontro tra forma e contenuto, dove la forma è anche un discorso geometrico, per dire Salgado la mette così.
Però sono per l'interpretazione radicalmente narrativa. Per me la foto è un testo.
Se tu vedi la foto di Ghirri linkata, la composizione è anche centrata sulla geometria perché essa è implicita negli oggetti, prima che determinata dall'inquadratura. C'è ma è contenuto, insieme alla luce e non formalismo.
Non capisco come la si possa eludere o far finta di lasciarla al caso
Ciao il link porta su una generica pagina di ricerca di immagini di Ghirri non ad una foto specifica, poi é stato preso da Samsung ed ha parametri di ricerca specifici per il tuo telefonino.
Insomma non sappiamo a quale foto ti riferisci.
https://www.arsvalue.com/it/lotti/464919/luigi-ghirri-lotto-unico-di-3-cataloghi
copertina del libro, cliccateci sopra