Río-Güeña---Cangas-de-Onís - Asturias - España

Aperto da Joserri, Lunedì, 29 Febbraio 2016, 01:05:09

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Sardosono

Ok, dico anche la mia.

Come ho ripetuto più volte, personalmente di norma non mi interessa (quindi neanche mi preoccupo di) conservare fedelmente la gamma tonale; ma ciò non vuol dire che io non sappia bene come fare, quindi se il discorso verte sul fatto di preservare al meglio la gamma tonale di un'immagine, allora concordo che la strada più semplice è quella indicata da Italo. Anzi, anche quando me ne voglio infischiare completamente ed intendo maltrattare i toni dell'immagine, anche allora la prima cosa che faccio è ugualmente quella di normalizzare la gamma tonale, perché questo è l'unico modo per vedere e sapere di quale tavolozza di toni dispongo e su cui lavorare, e questa conoscenza è fondamentale altrimenti si interviene a casaccio. In altre parole, anche quando maltratto (secondo gli altri, non secondo me ovviamente) un'immagine, comunque lo faccio sempre con cognizione di causa.

Ma se abbandoniamo questa restrizione, allora il discorso si sposta su una questione di gusti che come tutti sappiamo sono indiscutibili, ergo non ha senso discutere. Quindi secondo me non ha neanche senso dire che ci sia troppo o troppo poco contrasto: per uno sarà troppo, per un altro troppo poco, per un altro ancora il tanto giusto. Però, tornando a quel che ho detto prima, ciò non toglie che sia FONDAMENTALE conoscere come preservare al meglio la gamma tonale di un'immagine, qualunque sia l'uso che poi faremo di questa conoscenza, altrimenti rischiamo di rimanere in eterno a procedere per tentativi e quindi a non riuscire quasi mai a riottenere i risultati voluti, anche quelli che maltrattano (secondo i gusti degli altri) l'immagine.

Detto questo, questa è una mia interpretazione dell'immagine di Joserri. Come sempre, io evito come la peste di toccare i controlli del contrasto e della luminosità (e le poche volte che lo faccio è solo per diminuirli, MAI per aumentarli). Anche qui ho fatto lo stesso e l'incremento del contrasto è solo conseguenza dell'aver ridotto alte luci ed ombre ed incrementato i mezzi toni, cosa che aumenta anche la sensazione di nitidezza percepita.
Inoltre, in una scena come questa secondo me è impensabile trattare l'intera immagine allo stesso modo: lo specchio d'acqua, il paesaggio ed il cielo richiedono trattamenti completamente differenti, altrimenti si finisce che per mettere a posto lo specchio d'acqua il resto diventa una specie di HDR, o viceversa per mantenere il paesaggio naturale le luci sull'acqua non vengono fuori. Ogni immagine ha quindi ricevuto differente trattamento so ogni zona.

Insomma, per farla corta, il mio scopo in questi casi è sempre lo stesso: io voglio "tirar fuori" quelle luci che ERANO PRESENTI NELLA SCENA, CHE L'OCCHIO ERA IN GRADO DI DISTINGUERE (perché amplifica separatamente zona per zona) E CHE IL SENSORE HA ANCHE REGISTRATO ma purtroppo con la stessa amplificazione per tutte le zone, quindi quelle luci che pure ci sono non riusciamo più a distinguerle. Ecco, io non mi accontento di riprodurre la scena come l'ha vista il sensore, io pretendo di cercare di riprodurla come l'ho vista (o come "probabilmente" sarei riuscito a vederla se non ho scattato io, come in questo caso).

La prima è quella con trattamento di base (diciamo naturale) con tonale bicromatico (cosiddetto dual-tone) "fatto a mano"; la seconda leggermente più drammatizzata ed anche con leggera vignettatura; la terza quasi in stile noir francese, dura e drammatica, ma anche qui NON ho minimamente toccato il contrasto, il cui forte incremento è solo CONSEGUENZA del trattamento. Per il resto, tengo a sottolineare che con tutte e tre sono partito (come faccio praticamente sempre) dall'immagine con gamma tonale normalizzata come indicato da Italo.

Non credo che ve ne piacerà nessuna, ma non preoccupatevi, se non dormirò saporitamente non sarà certo per questo motivo!  :P

Tuttavia, se per uno strano caso qualcuna di queste (in particolare la terza) non dovesse farvi proprio schifo, allora vi prego di notare che è solo grazie al trattamento differenziato dello specchio d'acqua del fiume e delle sponde, senza il quale l'immagine perde il 90% della sua efficacia, IMO.





Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto - o non soltanto - per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE

Joserri

Dopo una buona cena con vino spagnolo, capisco meglio le sentenze di Antonello. Ogni post è un capitolo del gran libro della fotografia, (con minuscole, per non offendere), perché le lingue sono rivelatori.

Capisco che la fotografia finale è il risultato di scegliere tra ombre e luci. Si è realizzato sempre così. E milioni di foto di grandi fotografi l'avallano.


Cercare di risolvere un gran constraste di mezzogiorno, con luce forte di estate, senza fare in realtà una HDR, (non il Photomatix), è molto difficile. E sono anche di accordo in che Ansel Adams collocò un principio per l'insegnamento; mai per la vita giornaliera. E, se vediamo le foto dei "grandi" ci non è quasi mai gamma tonale estesa. Ho un'enorme biblioteca di libri di fotografia. Ogni due notti li guardo con attenzione. Ho commesso il peccato di tentare, in digitale, quello che sì sarebbe quasi possibile in argéntica.

Grazie, amico. Continuiamo ad imparare.

http://shop.anseladams.com/Tetons_and_Snake_River_p/1701186105.htm:

clax

Bella anche questa Josè, está mejorando. Bueno!  :)  ;)  :P
  • Claudio
     

Joserri

Citazione di: clax il Mercoledì, 02 Marzo 2016, 13:18:28
Bella anche questa Josè, está mejorando. Bueno!  :) ;) :P


He, he (je, je en español). Grazie.  :gh: