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Panorama da Montevecchia, guardando a Nord

Aperto da edecapitani, Lunedì, 21 Marzo 2022, 12:00:44

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edecapitani

In primo piano la valle del Curone, bordeggiata dalla dorsale collinare che si sviluppa dal bacino dell'Adda verso occidente.
E ad occidente, oltre il margine sinistro della foto, sul versante settentrionale di quei colli (al di là del crinale), in una frazione rurale del comune di Sirtori, nel 1915 nacque mio padre. Dietro la collina, sul margine destro, si vede un piccolo tratto delle pendici del Monte di Brianza e â€" subito a sinistra, separato dal Monte da un avvallamento â€" un colle a forma di panettone: il Campanone della Brianza, sulla cui sommità si erge un campanile cinquecentesco che in passato suonava l’allarme del pericolo col rintocco della sua campana. Ai piedi di quel colle, nel villaggio di Bevera, in una casa a pochi metri da uno dei più amati santuari della Brianza, nel 1927, nacque mia madre.

Più in profondità, dietro il sistema collinare del Monte di Brianza, si vede una cresta sinuosa che presenta a destra,  in parte schermata in foto dal Campanone, una gobba con tre piccole cime (non parlo dei tre cornetti sullo sfondo): Corno Birone, Monte Prasanto, Monte Rai. La cresta poi continua e fa una piccola impennata al centro della foto con la puntina del Cornizzolo, sulle cui pendici, a mezza montagna, sorge l’antichissimo santuario di S. Pietro al Monte di Civate, ornato di stucchi ed affreschi tra i più pregevoli del romanico lombardo ed europeo. Quei monti costituiscono la base del Triangolo Lariano, tesa tra Como e Lecco e bordata dai laghi morenici che insistono ad esser magnificamente belli nonostante la violenta cementificazione della Brianza. Il Conrnizzolo e i suoi compari citati fanno parte del gruppo dei Corni di Canzo. I tre Corni propriamente detti sono ben visibili in foto a destra e ancor più in profondità. Grazie a quella particolare forma, con tre scogli di roccia emergenti dal rilievo boscoso, i Corni sono riconoscibili a decine di km di distanza, nonostante siano più bassi di un migliaio di metri rispetto alle vicine Grigne e di 500 m rispetto al Resegone. Tutte queste cime, inseguite alle spalle da altre ondate di monti sempre più in profondità e sempre più alti, formano insieme una lunga e varia scogliera che limita a Nord il mare padano, mentre a Sud ci pensano i primi rilievi appenninici, di modo che la pianura, nei giorni belli ed anche in quelli discreti non è mai un infinito piattume e solo la nebbia e la foschia, quando stendono il loro manto, tolgono allo sguardo la vivacità dei monti.
All’estrema destra della foto s’intravede pure, collegata ai Corni, la cresta rocciosa del Moregallo che ad Est si butta strapiombando nelle acque del Lario.
Del gruppo Corni di Canzo, secondo uno dei due sistemi di classificazione delle Alpi, fanno parte anche il Monte di Brianza (col Campanone) e il Monte Barro ma per chi percorre le strade della Brianza è evidente che queste alture sono separate dal Triangolo Lariano, sono un’altra cosa.

Infine, sulla sinistra della foto, innevato e in lontananza, biancheggia il Monte S. Primo, il più alto del Triangolo Lariano: dalla sua vetta e dalle creste che vi s'inerpicano si godono viste meravigliose sulle Grigne calcaree, sulle lontane e granitiche Retiche, sull’immenso Monte di Ghiaccio (questo è il significato etimologico del nome Monte Rosa) e, salendovi, giunti all’Alpe di Terrabiotta spazzata dal vento, appare il Lago di Como, disteso quasi per intero come su una carta geografica a volo d’uccello con i suoi due rami che si separano alla punta di Bellagio, che è il vertice settentrionale del Triangolo.

Sono le terre della mia infanzia e della mia giovinezza.
Fin quando morì mia zia â€" avevo trent’anni â€" trascorsi almeno due mesi l’anno da lei, nella casa di quella frazione rurale. A quindici anni cominciai a girare in bicicletta: la prima volta partii con la Graziella di mia madre e mi spinsi fino alla punta di Bellagio, poi cominciai a salire in Valsassina. In queste prime avventure c'era con me mio fratello che in seguito abbandonò il velocipede per riprenderlo molti anni più tardi (e non l'ha più mollato). Io continuai da solo e il mio regno si estendeva tra Como, la Brianza, la Val Camonica e la Valtellina. Poi iniziai ad andare in Grigna. Ora, dopo anni di assenza, torno spesso in quelle terre per fotografare e per camminare.

L’unico monte su cui non sono salito â€" né mai salirò â€" è il Campanone. Quando ero bambino il Campanone era il monte dei monti: altissimo, magnifico e terribile, irraggiungibile, per qualche misterioso motivo svettava sopra ogni altro monte. Nelle sere di settembre, quando andavo col secchio a prendere l’acqua alla fontana, la sua sagoma scura sotto il cielo stellato (o carico di nubi nere) mi inquietava ma ero felice di essere lì, solo nella notte eppure ad un passo dal calore della casa e della famiglia; nella mia testa s'imponeva la suggestione di quei rintocchi di campana nell’ora del pericolo e quelle storie antiche che risalivano all’infanzia dei miei genitori, o addirittura al tempo dei nonni e di avi ancor più lontani come il Pà Luisott. Una sera vidi il fulmine schiantarsi sul Campanone e non potevo andare via perché non avevo mai visto nulla di più bello e terribile. I temporali più forti venivano dal Monte e dal Campanone, come quello che ci colse mentre salivamo la collina di Sirtori â€" ero con mia madre, i miei fratelli, il piccolo Romo e mia cugina â€": in un attimo ci lavò mentre ridendo correvamo verso un riparo, immersi nei borbottii del cielo, negli scoppi dei tuoni e nell’odore della terra irrorata. Pensai che il mondo è pieno di cose belle… e non cambiai idea neppure quando la vita mi presentò il conto di quelle dolorose. Lascio il Campanone avvolto nelle nubi del mito e dei ricordi: chissà che un giorno i suoi rintocchi lontani mi annuncino l’ora di un ultimo viaggio.
  • Enrico
     

Rino

Grazie per aver condiviso questa storia ed i tuoi ricordi. La foto è ineccepibile, ma i tuoi ricordi sono talmente belli che la rendono quasi superflua.

Eros Penatti

Bellissimo racconto Enrico  ;) :si:
Anch'io sono rimasto folgorato da questa bellissima area lombarda, l'ho conosciuta tardi, praticamente da qualche anno, da quando ho ripreso a fotografare...  quando ho voglia di appartarmi, quando ho voglia di rilassarmi a fotografare o semplicemente passeggiare, la Valle de Curone è la mia via di fuga

OneFromRM

Nessuna foto è più bella di un bel ricordo.
Purtroppo la mia memoria che un tempo era un Foveon, si sta demoicisizzando a poco a poco

brigante

  • Marco
     
Prendi la macchina fotografica e vai.

clax

Citazione di: edecapitani il Lunedì, 21 Marzo 2022, 12:00:44
.............
Nelle sere di settembre, quando andavo col secchio a prendere l’acqua alla fontana, la sua sagoma scura sotto il cielo stellato (o carico di nubi nere) mi inquietava ma ero felice di essere lì, solo nella notte eppure ad un passo dal calore della casa e della famiglia
....................

Questi sono i ricordi che ci fanno compagnia tutta la vita.
Deliziato!
  • Claudio
     

Marco_M

  • Marco
     

edecapitani

Grazie a tutti!


Citazione di: Eros Penatti il Lunedì, 21 Marzo 2022, 14:09:46
quando ho voglia di rilassarmi a fotografare o semplicemente passeggiare, la Valle de Curone è la mia via di fuga

Lo vedo dalle tue magnifiche foto, tra il Curone e i Giardini di Villa Reale magari qualche volta ci si imcontra
  • Enrico
     

Eros Penatti

Grazie Enrico, essendo già in tema e se non ti dispiace, magari stasera ne allego qualcuna a questo post che ho scattato recentemente, la zona merita d'esser conosciuta...

Citazione
magari qualche volta ci si imcontra
.. quando vuoi  ;)

edecapitani

Allega pure, non mi dispiace affatto e sono d'accordo: la zona merita di essere conosciuta. È il motivo per cui fotografo e faccio musica: far conoscere luoghi, cose e musiche che a mio parere meritano di essere conosciute.
  • Enrico
     

Eros Penatti

Febbraio 2022


Eros Penatti

Qualche tempo fa...

... lo stitching è ricavato da 6 scatti verticali effettuati con la DP3M dall'alto delle "Piramidi" del Parco del Curone verso Lecco di cui allego l'HD :

https://erospenatti.prodibi.com/a/o5rode2v9evyx2v/i/kjdyvg654z6v79m

OneFromRM


edecapitani

  • Enrico
     

Joserri

La cosa migliore di queste foto è che non hanno bisogno di commenti umani!  :P