Lungo la ciclabile [dp0 quattro]

Aperto da Met, Venerdì, 07 Agosto 2026, 22:12:48

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Met

Lavoro in uno degli edifici industriali più belli d'Italia. Legno, terra cruda, spazi progettati da qualcuno che ama gli edifici, non solo i preventivi. Il problema è dove l'hanno messo: la zona artigianale di Sinigo, Lana. Un posto che in fatto di sciattezza dei capannoni non ha nulla da invidiare a Veneto, Lombardia ed Emilia; e sono complimenti, se conoscete la categoria  :P

Eppure ha un fascino tutto suo. Un po' come quei ristoranti bruttissimi fuori ma clamorosi dentro: non ci scommetteresti mai, e invece.

D'inverno, in pausa pranzo, percorro a piedi la ciclabile, la stessa che uso per andare e tornare dal lavoro, fino al fiume Adige. Cerco un po' di sole, come una lucertola con la tessera della vitamina D per over 50. Quando arriva la primavera, guardo le piante che si aprono un varco tra il cemento e i binari della ferrovia. Nessuno le ha invitate. Crescono lo stesso.



Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

Met

Mi stendo la coperta sull'argine e mi godo il pranzo. Ogni tanto passa qualche compagna o compagno di merende con cui scambiare due parole. Ma la maggioranza è fatta di ciclisti che sfrecciano dritti, il fuoco sacro dentro e l'ossessione del ritmo negli occhi; gente per cui fermarsi cinque minuti al sole sarebbe quasi un fallimento personale. Non ho mai capito fino in fondo il culto del velocipede e la liturgia dell'abbigliamento tecnico. Probabilmente anche loro non capiscono un pirla con una Sigma al collo che fotografa l'estetica del brutto.





Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

Met

Ma lì capisci una cosa che vale anche fuori dalla ciclabile: la vita, la tua, quella di un progetto, quella di un'idea buttata lì in una riunione, non chiede il permesso a nessuno per trovarsi uno spazio. Cresce tra le crepe, non nonostante il cemento, ma spesso grazie al cemento, che la costringe a inventarsi una strada diversa, mentre i passanti sfrecciano ignari.

Ok, la pianto qui con i rigurgiti di saggezza alla Saint-Exupéry. Mi è sempre stato antipatico il Piccolo Principe.





Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

agostino

Primavera non bussa
Lei entra sicura
Come il fumo poi penetra
In ogni fessura
  • Agostino
     
Sigma SD Quattro + 18-35 Art; Fuji XE1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 45 +90 mm.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

Rino

Testo e foto si sostengono a vicenda. Ottimo risultato, bel BN.

edecapitani

Tutto molto bello e coerente, ottima la scelta del BN.
Solo mi viene da sorridere perché io faccio parte di entrambe le categorie: sono un pirla con la Sigma al collo che fotografa l'estetica del brutto (spesso proprio lungo la ciclabile a Paullo) e un ciclista sottoposto alla liturgia dell'abbigliamento tecnico. A volte metto insieme le due cose e mi trasformo in pirla a pedali con la Sigma al collo.
  • Enrico
     

OneFromRM

Belle le foto, che acquistano ancora più senso nel contesto di una narrazione.

Met

Citazione di: edecapitani il Domenica, 09 Agosto 2026, 09:09:16Tutto molto bello e coerente, ottima la scelta del BN.
Solo mi viene da sorridere perché io faccio parte di entrambe le categorie: sono un pirla con la Sigma al collo che fotografa l'estetica del brutto (spesso proprio lungo la ciclabile a Paullo) e un ciclista sottoposto alla liturgia dell'abbigliamento tecnico. A volte metto insieme le due cose e mi trasformo in pirla a pedali con la Sigma al collo.


Mi ero riproposto di risponderti, ma poi il tempo è passato in fretta. Ti adoro: hai dipinto un quadretto bellissimo. Adesso devi postare un autoritratto. Lo sai, vero?
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

Ginni

Complimenti per foto e racconto.