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Appunti su filtro IR e AF delle SD.

Aperto da Italo, Martedì, 20 Gennaio 2015, 19:35:23

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Italo

Ripescato dal vecchio forum, aggiornato ed ampliato con dettagli di smontaggio/rimontaggio del delicato filtro circolare e altri consigli sull'alimentazione alternativa durante le operazioni.


Iniziamo con la procedura di rimozione del filtro IR presente in prossimità dell'innesto di ogni reflex sigma.
Tralascio i dettagli dell'operazione sulle SD9/10 per l'estrema semplicità, trattandosi di svitare una sola vite a croce.
Per eventuali operazioni di pulizia sensore o regolazione fuoco sulla SD9 non è necessario rimontare (come nella SD10) il vetrino antipolvere ad ogni scatto test in quanto il filtro IRcut è solidale al sensore, per questo infatti la prima reflex digitale sigma non è indicata per fotografia IR.   
Mi sono dimostrato (a mie spese) che eventuali variazioni di resa cromatica scambiando i filtri dei vari modelli di reflex sono dovute solo alle tolleranze tra i lotti di produzione dei filtri stessi.

La seguente procedura di rimozione del filtro vale dalla SD14 alla SD1m che adottano, in intensità e dimensioni, lo stesso filtro IRcut.

1) Allo scopo basta procurarsi una pinzetta a molla ed uno stuzzicadenti in legno spuntato su un lato con una forbice, la chiave a brugola esagonale da 1,5mm servirà invece per le regolazioni di AF e, se necessario, di MF... importante osservare che oltre un certo angolo sarebbe impossibile continuare a ruotare la vite di regolazione nello stesso senso perché l'angolo formato da due lati successivi dell'esagono della chiave, + l'inevitabile gioco, è maggiore di quanto permetta l'apertura del vano specchio.... morale dell'appunto: "necessario l'acquisto di 2 chiavi di cui una da piegare per offrire una diversa fase dell'esagono".
Trovo anche molto efficace l'uso improprio di una peretta pediatrica n°6 (vedi foto), acquistabile in farmacia, per soffiare via la polvere dal filtro/innesto camera prima di ogni smontaggio/ripristino del filtro
IMG 1




2) Per sganciare la ritenuta del filtro basta sollevarne il telaio, in direzione del pentaprisma, spingendo leggermente l'unghia del dito pollice contro l'apposita sporgenza a semicerchio nell'estremità superiore.
In questo modo, come mostrato nell'immagine, il bordo inferiore del filtro si solleverà, ma non abbastanza per poter essere afferrato dalla pinzetta a molla.
IMG 2




3) A questo punto basta fare una pressione sul telaio già libero, con l'estremità tagliata dello stuzzicadenti o sempre con l'unghia del pollice/indice, in corrispondenza della fine della sporgenza ad arco superiore... in questo modo il filtro si alzerà lateralmente in misura maggiore consentendo di afferrarlo comodamente con la pinzetta.
IMG 3




4) Per il ripristino del filtro si esegue la procedura inversa riposizionando il telaio servendosi della pinzetta ed avendo poi cura di centrarlo lateralmente in modo simmetrico, a volte basta scuotere lateralmente il corpo per far scendere il telaio del filtro nella sua sede.
A questo punto si pone l'unghia dello stesso pollice (sinistro) nello stessa posizione di cui al n°2, ma solo allo scopo di impedire il sollevamento della parte superiore del telaio quando con lo stuzzicadenti si farà una certa pressione sul lato opposto del filtro fino a sentire un deciso click di conferma dell'aggancio (IMG 4).
A volte, se al primo tentativo non si ottiene la certezza dell'innesto, anziché insistere esercitando una maggiore pressione, può essere risolutivo spostare il punto di pressione dello stuzzicadenti lateralmente e ripetutamente in un senso o nell'altro di 5-6mm.
Il corretto e stabile posizionamento è confermato anche dalla costante spaziatura attorno al telaio del filtro (freccette bianche).
IMG 4



Generalmente per le operazioni che seguono è sufficiente disporre di batteria fresca di carica ma, quando disponibile, sarebbe più prudente usare l'accessorio "alimentatore di rete" inserendo il plug a bassa tensione nella presa DC-IN all'interno dello scomparto con chiusura gommata su un fianco del corpo reflex.
SD9-10: Alimentatore SAC-1
SD14: SAC-2
SD15 - SD1M: SAC-4
Quando occorre mantenere l'accesso al vano specchio e sensore, impostare "AB" sulla ghiera di sinistra e premere allo stesso tempo i pulsanti "Func" e quello all'estrema destra per lo spostamento dei punti di messa a fuoco, dopo alcuni secondi si alzerà lo specchio e si aprirà l'otturatore mentre sul display superiore apparirà l'intermittente "CL" (Clean).




REGOLAZIONE SPECCHI

Come si può vedere nella prima figura, esistono 3 percorsi (OA, OB, OC) dell'immagine che devono coincidere in lunghezza per avere la stessa immagine a fuoco su 3 diversi piani (Vetrino, Sensore, Sensore AF).

Supponiamo di usare la messa a fuoco manuale: ruotando la ghiera dell'obiettivo possiamo ottenere visualmente un'immagine perfettamente nitida sul vetrino ma nulla ci può confermare che lo sia anche sul sensore finché non si scatta la foto (a tutta apertura) e la si esamina attentamente in dimensione originale o, se necessario, anche al 200% o più.



Se la distanza OA è uguale a OB la foto scattata sarà a fuoco e tutta la nitidezza vista nel mirino ci sarà anche sull'immagine ottenuta, se invece non lo fosse occorrerà variare leggermente la distanza OA in +o- fino a farla coincidere con la distanza OB, questo si ottiene ruotando per tentativi a piccoli angoli la vite con testa eccentrica (2) che aumentando o riducendo l'inclinazione dello specchio principale varierà in modo sufficiente la distanza in oggetto.

Questo il vano specchio di una D70 (simile a tutte le altre marche) mantenuta in "Mirror Lock Up" (per precauzione specchietto assicurato con scotch).


E' sempre consigliato, come prima operazione, il controllo del fuoco manuale perché la corretta posizione dello specchio primario determina anche la posizione dell'asse di rotazione del secondario.



REGOLAZIONE MF

Ho già provato, anche anni fa, il metodo di controllo con mira ottica a breve distanza ma non l'ho trovato abbastanza preciso, ho invece pensato ad un metodo "sul campo", di recente già collaudato con soddisfazione,  che vado ora a descrivere.

Strumentazione a corredo del test:
- Obiettivo di buona qualità, discreta apertura (2,8-4), lunga focale (150-250mm).
- Treppiede con testa 3 assi ad altezza d'occhio.
- Sedia o sgabello che, salendoci su, faciliti la lettura della ghiera distanze dell'ottica nel caso, dalla finestra, non si disponga di soggetto visibile a livello più basso.
- 2a batteria carica nel caso la prima si scaricasse rapidamente per l'uso intensivo del display in camera.
- Foglio di carta e penna per annotare tutti i passi dell'operazione.

1 - Montare la reflex + tele su treppiede ed inquadrare da una finestra aperta qualcosa di facilmente leggibile nel mirino (possibilmente cartelli pubblicitari/stradali/manifesti) a 50-100m di distanza, a seconda della focale impiegata.

2 - Senza tenere conto dell'eventuale mancanza della spia AF verde nel mirino, a tutta apertura mettere a fuoco visualmente in modo accurato nel riquadro AF centrale, annotare (con uno schizzo su un foglio) la posizione della distanza sulla ghiera e scattare.

3 - Visionare dettagli (massimo zoom) su display in camera.
Il test in MF sarebbe terminato se foste soddisfatti della nitidezza ottenuta ma...

4 - ... nel dubbio, spostare manualmente di pochissimo (una frazione di mm) la ghiera distanze in un senso, annotare la nuova posizione e ripetere lo scatto anche se nel mirino risulta sfuocato.

5 - Se visionando (vedi 3) il secondo scatto risultasse meno sfuocato del primo significherebbe che la direzione presa sulle distanze è quella giusta altrimenti... l'inverso.

6 - Ottenuto, per successivi tentativi, l'esatto punto di corretto fuoco sulla ghiera distanze (confermato dalla migliore immagine della serie) annotarne la posizione, sbloccare la reflex dall'obiettivo (che resta montato sul treppiede) e procedere ad una rotazione della vite "2" con angolo proporzionale alla differenza tra la prima e l'ultima distanza annotata.

7 - Ripetere i punti 1,2,3,6 fino ad avere la nitidezza nel mirino coincidente alla distanza annotata al punto 6 sulla ghiera, che corrisponderà anche con quella dell'immagine più nitida sia nel mirino che sul sensore.




REGOLAZIONE AF (test e testo in elaborazione).

Se fossimo certi che la nostra reflex metta perfettamente a fuoco in modo manuale, potremmo passare direttamente alla regolazione in AF ruotando la vite "1" e variando così il percorso OC che, attraversando una zona semitrasparente dello specchio, è subito deviato da uno specchietto secondario che lo invia al detector AF sul fondello del corpo macchina dove, attraversando i fori di una maschera e una lente, giunge ad un doppio sensore lineare (come in questo caso) o "a croce" come nella SD1.  Nel seguente link una spiegazione in dettaglio e illustrazioni (in inglese). http://www.clarkvision.com/articles/understanding.autofocus/

Questa regolazione può essere efficace solo se la sfocatura si verifica metodicamente su tutti gli obiettivi o a tutte le focali/distanze di uno zoom ma, in ogni caso, difficilmente ci potrà garantire un'altissima probabilità e costanza di precisione a tutta apertura a causa delle tolleranze sia del sensore AF, nella lettura del dettaglio, che di quelle meccaniche nel moto dell'obiettivo. Una certa sicurezza si può ottenere diaframmando di un paio di stop rispetto all'apertura massima. 

Recentemente, con l'introduzione delle serie di obiettivi "A, S, C", Sigma ci ha offerto la possibilità di correggere in modo personalizzato alcuni parametri operativi tra cui l'AF, non solo in funzione delle distanze ma anche delle focali (negli zoom).
Usando l'apposito accessorio "USB Dock", connesso al nostro PC, si può aggiornare il fw "on line" e personalizzare il comportamento del fuoco e dell'OS. Ho subito acquistato questo accessorio del costo di circa â,¬.50 in attesa di testarlo su un prossimo acquisto.





  • Italo
     
Sigma DP2m+SD10_17-70:2,8-4,5__Summicron 50:2__1800:6 autocostruito.
Mitsubishi 10x15-20x30 sublimation printers.

elerum

Carissimo Italo, grazie di aver postato la procedura e sicuramente se la facevo io non era cosi completa, Complimenti.
Solo una piccola aggiunta: Avete presente le chiavi a snodo ? ecco io mi sono fatto la brugola a snodo per non usare due brugole ma anche perché piegare una brugola d'acciaio temperato non e tanto facile.
Per fare la brugola a snodo basta prendere la brugola, tagliare il codino lungo in modo che rimanga un 5 mm circa più corto del altro e inserirli semplicemente un tubetto vuoto di una penna a sfera (eventualmente incollarlo con un po di colla epossidica) fare la piega al tubetto di plastica dove inizia la parte metallica della brugola ed ecco la Vostra brugola snodo  :))
PS: non è chi sa che cosa ma il suo sporco lavoro lo fa e nel caso si presentino segni di cedimento del tubetto di plastica dalla piegatura basta sostituirlo.
PS2: Come accennava anche Italo, purtroppo non solo Sigma può presentare questo problema sulle reflex ma anche altri marchi, la procedura di regolazione anche a reflex di altri marchi e la stessa esclusa la parte del filtro IR-cut ovviamente
  • Micky
     
IL FOVEON SCEGLIE LA PERSONA CON CUI STARE E NON LA PERSONA IL FOVEON

se Tu hai una mela ed io un altra mela e ce li scambiamo avremo sempre ognuno una mela invece se io ho un idea e Tu un altra idea e ce li scambiamo allora ognuno di noi avremo due idee
George Bernard Shaw


PS: Non sono un "Photographer" ma un artigiano della fotografia  ;)

Italo

CitazioneAvete presente le chiavi a snodo ?
Si, e le vendono anche già fatte, ma con 5â,¬ di chiavi fisse da 1,5mm ne compri 10... e chi non ha in casa una morsa da banco e un paio di pinze per piegarne una?  ;)
  • Italo
     
Sigma DP2m+SD10_17-70:2,8-4,5__Summicron 50:2__1800:6 autocostruito.
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Sardosono

Citazione di: Italo il Martedì, 20 Gennaio 2015, 21:55:55
... e chi non ha in casa una morsa da banco e un paio di pinze per piegarne una?  ;)
...alzo timidamente la manina per dire... IO!!!  :-[
Beh, l'unica pinza da banco che avevo era del tipo da orefice, ma questo sarebbe il problema minore, perché dopo il trasloco la mia cassetta degli attrezzi non è più saltata fuori, quindi al momento non ho neanche un paio di pinze...  :( :( :(

ECCELLENTE TOPIC ITALO, CI VOLEVA PROPRIO!  :bat:
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto - o non soltanto - per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE

Italo

Citazione...alzo timidamente la manina per dire... IO!!!
Beh... puoi sempre andare da un fabbro per fartela piegare... poi digli che la fattura la mandi a me!  ;)
  • Italo
     
Sigma DP2m+SD10_17-70:2,8-4,5__Summicron 50:2__1800:6 autocostruito.
Mitsubishi 10x15-20x30 sublimation printers.

leleros

Ottima guida :si: :bat:
Ma che morsa e morsetta... io la chiavetta la piego con le mani :sgrin:

Voglio riportare un suggerimento:
In fase preliminare alla regolazione delle 2 viti, è cosa buona e giusta (almeno io faccio così) segnare con un riferimento la posizione originale delle stesse, ad esempio un piccolo puntino di scolorina sulla vite; ciò aiuta a capire la direzione usata per la prima mossa.. sai quante di quelle volte mi ha assalito il dubbio, o semplicemente per far ritornare le cose al proprio posto.
  • Rosario
     

elerum

Citazione di: leleros il Mercoledì, 21 Gennaio 2015, 11:02:16
Ottima guida :si: :bat:
Ma che morsa e morsetta... io la chiavetta la piego con le mani :sgrin:

Voglio riportare un suggerimento:
In fase preliminare alla regolazione delle 2 viti, è cosa buona e giusta (almeno io faccio così) segnare con un riferimento la posizione originale delle stesse, ad esempio un piccolo puntino di scolorina sulla vite; ciò aiuta a capire la direzione usata per la prima mossa.. sai quante di quelle volte mi ha assalito il dubbio, o semplicemente per far ritornare le cose al proprio posto.

Già,  anche a me e capitato di dimenticare il senso in quale ho girato.
  • Micky
     
IL FOVEON SCEGLIE LA PERSONA CON CUI STARE E NON LA PERSONA IL FOVEON

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Italo

CitazioneVoglio riportare un suggerimento...
Buona idea Rosario!  :si:
  • Italo
     
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leleros

Ancora due chiarimenti Italo...

1- E' necessario rimontare ogni volta il filtro fin tanto che si ottiene la MAF ottimale? chiedo questo perchè io non l'ho MAI fatto, giacchè le tacche dei mm si leggevano bene comunque; oppure il filtro va a modificare la lunghezza del percorso e in tal caso è fondamentale rimontarlo?

2- Non ho ancora ben chiaro (c'è molta confusione a riguardo) la distanza mira <---> sensore. In altre parole il foglio di test quanta parte del fotogramma deve coprire? C'è una costante da moltiplicare per ogni focale utilizzata? Ad es. voglio provare la MAF di uno zoom 18-50, se a 18mm sono distante dal piano focale 100cm e il foglio mi riempie metà frame, secondo il buon senso a 50mm dovrei indietreggiare q.b. per avere lo stesso rapporto d'ingrandimento.. è così, oppure?
  • Rosario
     

elerum

Provo a risponderti io :-[

1) Si bisogna rimontarlo ogni volta ma non tanto perché il filtro interferisce con le distanze quanto per il fatto che influenza parecchio le frequenze IR che vengono tagliate dal suddetto filtro. Se fai la regolazione senza filtro avrai un constante back-focus una volta montato il filtro, di fatti se guardi la R (rossa) o il palino rosso sui vecchi obiettivi manuali vedrai che la scala metrica e leggermente spostata sulla camma.
2) io l'ho sempre fatta con lunghezza focale 70mm (del 24-70) a un metro- un metro e mezzo circa per delimitare bene sul immagine lo sfuocato e poi una volta regolata controllo a varie lunghezze focali del 70-200 la MaF automatica.
Bisogna tener conto anche dal fatto che non tutti zoom si comportano ugualmente potrebbe succedere che alla minime lunghezze sei front-focus e alla massima sei back-focus come accenava anche Italo ed e questo il motivo della mia scelta con quali obiettivi fare regolazioni e test. Certo ideale sarebbe un fisso medio-lungo (e sto provedendo  :)) )
  • Micky
     
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leleros

 :-\ vediamo se ho capito...
re:1-  SI, va rimontato il filtro perchè non tagliando l'IR mi va a modificare la "percezione" del sensore AF, ma ciò vale anche se dovessimo per assurdo disporre solo dello specchio principale;
re:2-  Ok, hai riportato la tua testimonianza O:-) ma esiste una sorta di metodo-regola oppure ognuno fa come gli pare.. tanto se alla fine il risultato c'è.... ;)
  • Rosario
     

elerum

1) esatto ed e meglio
2) se non ricordo male avevo letto da qualche parte che si deve applicare la stessa regola dei test MTF per tale obiettivo ma adesso vai a sapere su che distanza fanno loro i test  perche no li pubblicano mai, ottimale sarebbe la distanza per quale e ottimizzato tale obiettivo pero come prima e bisogna trovarsela da soli e a volte tale distanza potrebbe essere troppo distante . Come ho detto sopra applico la distanza media dove riesco a identificare facilmente lo sfuocato pero neanche troppo vicino, nel mio caso per esempio sarebbe ideale fare la regolazione a una distanza di 4-5 mt che sarebbe la distanza media dei miei soggetti pero in tal caso la pdc potrebbe coprire tutta la mira e in tal caso mi sono affidato ad altri tipi di mire tipo un recinto, un grigliato carrabile,  la ringhiera del balcone e per i test finale ultimamente sfrutto con 300mm la ringhiera del balcone del palazzo di fronte visto che col 300 i soggetti di solito sono a minimo 10mt
  • Micky
     
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Italo

CitazioneE' necessario rimontare ogni volta il filtro fin tanto che si ottiene la MAF ottimale? chiedo questo perchè io non l'ho MAI fatto...
Non ti posso rispondere perché non ho mai fatto come te. ::)
Oh, ragazzi... fate come vi pare ma poi non vi lamentate che la vostra reflex sfuoca!
Inoltre un po' di esercizio col filtro vi renderà più sicuri nell'operazione... ieri l'avrò rimontato almeno 20 volte rapidamente e senza nessun problema!  ;)
  • Italo
     
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leleros

Ritorno qui con questa curiosità...
leggevo circa lo spostamento del piano focale in seguito alla diaframmazione... quindi ho provato.
Si faceva riferimento solo ad alcuni obiettivi (forse vecchi e quindi solo maf manuale), ma come è possibile? Vi risulta?
Dunque, diamo per buono che più chiudo, più si estende la profondità di campo e meno dovrei notare l'errore di fuoco, ma non è questo il punto... cioè, regolo le viti per una maf corretta a tutta apertura, poi diaframmo e mi sballa :pau:
La necessità nasce perchè mi sto divertendo con vecchi M42, con loro metto a fuoco alla massima apertura (ovviamente) e poi chiudo.. e cavolo, è vero! stesse distanze ma con diaframmi diversi si ha quel fenomeno.
  • Rosario
     

Italo

Citazione.... regolo le viti per una maf corretta a tutta apertura...
Quali viti?

Citazione... cavolo, è vero! stesse distanze ma con diaframmi diversi si ha quel fenomeno.
Quali distanze? Sei su treppiede?
  • Italo
     
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